Scajola, Chiara Rizzo e quel forte legame tra i due

“Totalmente asservito” alle volontà della donna – “Fatemi tornare in Italia”. sono state queste le parole di Chiara Rizzo, moglie di Amedeo Matacena, fermata all’aeroporto di Nizza subito dopo essere arrivata da Dubai. La donna, per la quale non sono ancora pronte le carte per l’estradizione, ha un ruolo chiave in tutta la vicenda che ha portato all’arresto di Claudio Scajola. L’ex ministro dell’interno, infatti, sarebbe stato intercettato al telefono con la Rizzo e a quanto si apprende dalle carte degli inquirenti, l’esponente di Forza Italia era “totalmente asservito” alle volontà della donna. Un rapporto profondo e confidenziale tra i due. Se ci sia qualcosa di più, saranno ulteriori sviluppi della vicenda a dimostrarlo. Nel frattempo, tramite Skype, si è fatto vivo il marito della bella signora. L’armatore latitante, che si è detto molto provato per tutta la vicenda, ha anche parlato della moglie, dell’amico Scajola e ha tenuto a puntualizzare il tutto: “E’ una persona che ha dei grandi valori umani, e sicuramente in questa situazione, essendo come un padre per mia moglie, lei gli ha chiesto aiuto, e che lui abbia cercato di aiutarla la ritengo una cosa moralmente importante”.

Il legame tra Scajola e la Rizzo – Si tratterebbe, quindi, di semplice amicizia. La stessa tesi di Silvio Berlusconi, il quale su Matacena sostiene di non ricordarsi neanche chi fosse (“questo Signor Matacena io non me lo ricordo. Sarà stato deputato di Forza Italia vent’anni fa”), mentre sull’ex coordinatore forzista si sbilancia ed afferma: “Scajola è in carcere perché ha aiutato un amico latitante in difficoltà come chiesto dalla moglie. Si sta esagerando: basti pensare che ci sono delle persone, la metà, che sono messe in carcere ma che alla fine dei processi sono innocenti. Questo dovrebbe farci pensare quando uno è accusato ingiustamente”. Amicizia, simpatia, amore, relazione extra-coniugale. Tutte ipotesi plausibili, soprattutto se si tiene in considerazione il fascino di Chiara Rizzo. Nulla di male, per carità, ma se dal fattore estetico della donna l’ex ministro della Repubblica fosse stato completamente soggiogato? La domanda ricorrente è: perché Scajola era così disponibile nei confronti della signora? I più maligni direbbero che è sufficiente leggere il curriculum dell’avvenente 43 enne.

L’attività di Scajola – Una dei simboli glamour di Montecarlo. Inserita nel 2010 nel libro Women of Monaco. Insieme al marito, e qualche volta anche con Scajola, partecipavano agli eventi mondani del Principato che definiva casa sua. Oggi, per forza di cose, tutto è cambiato. L’avvenente donna di Messina attualmente si trova nel carcere di Marsiglia e nei prossimi giorni dovrebbe essere trasferita in quello di Genova. L’accusa principale è di aver occultato le reali disponibilità economiche del marito e della sua famiglia, attraverso prestanome e società anonime. La frizzante moglie di Matacena era disposta a tutto pur di aiutare il marito, anche “utilizzare” Claudio Scajola per i propri fini? Presto per dirlo, ma ciò che è certo è l’attività di Claudio Scajola in tutta questa vicenda. A prescindere dal fascino di Chiara Rizzo, infatti, l’ex ministro era molto attivo e secondo le ultime intercettazioni parlava spesso con Vincenzo Speziali, l’uomo che faceva avanti e indietro da Beirut. Stando alle indagini della Dda di Reggio Calabria, infatti, Speziali sarebbe il gancio a cui si era rivolto Scajola per facilitare la latitanza dell’ex senatore di Forza Italia Amedeo Matacena.

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