Nuova strage di migranti. L’Italia è sola

14 morti e centinaia di dispersi – Ci risiamo. Il mar Mediterraneo si trasforma, per l’ennesima volta, in un macabro cimitero. Questa volta i morti sono stati ritrovati a sud di Lampedusa, dove sono stati recuperati 14 cadaveri e soccorsi oltre 200 naufraghi. Numeri ancora non definitivi, fa sapere la Marina militare. Per prestare aiuto a tutte queste persone nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum, sono intervenute la fregata Grecale, il pattugliatore Sirio, due motovedette della Capitaneria di porto e una della Guardia di Finanza e anche alcuni mercantili. Il personale delle navi Grecale e Sirio, inoltre, ha fornito aiuto medico ai profughi feriti e bisognosi di cure. Secondo fonti non ufficiali si apprende che sul barcone affondato fossero presenti 400 persone e quindi in fondo al mare ci sarebbero ancora decine e decine di corpi da recuperare. Nonostante i tempestivi soccorsi dei mezzi della Marina militare, che avevano inviato anche un elicottero della nave Grecale per recarsi in breve tempo sul luogo dell’accaduto e prestare assistenza, c’è stato poco da fare.

Risorse umane e materiali a disposizione per Mare Nostrum – L’operazione Mare Nostrum deve registrare questa strage, che mostra come il flusso continuo dei migranti e la speculazione sulle loro vite dei trafficanti di morte non può essere gestito esclusivamente dai militari italiani. Difesa a spada tratta dal ministro dell’interno Angelino Alfano, Mare Nostrum è in vigore dal 18 ottobre 2013 con l’obiettivo di “fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria in corso nello Stretto di Sicilia, dovuto all’eccezionale afflusso di migranti”. Il fine dell’operazione è il potenziamento del controllo dei flussi migratori già attivo dal 2004 nell’ambito della missione Constant Vigilance. Per realizzare ciò, il progetto Mare Nostrum si pone di salvaguardare la vita in mare e arrestare tutti coloro che speculano sul traffico illegale di migranti. Obiettivi, come si è visto negli ultimi anni, molto complicati da raggiungere. Nonostante ci siano a disposizione il personale ed i mezzi navali ed aerei della Marina militare, dell’Aeronautica militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di porto, del personale del Ministero dell’interno e della Polizia di Stato imbarcato sulle unità della M.M.

La rabbia di Renzi e Alfano – Difficile criticare, considerando questi numeri, l’attività delle istituzioni italiane nel problema migranti. In realtà Mare Nostrum lavorerebbe in sinergia con le attività di Frontex, ovvero un’istituzione dell’Unione europea con lo scopo di pattugliare le frontiere degli Stati dell’Ue e realizzare accordi con i Paesi confinanti per la riammissione dei migranti respinti lungo le frontiere, ma in pratica l’aiuto è relativo. L’Italia si sente sola e lo dimostrano le parole del Presidente del consiglio Matteo Renzi, che ad un programma su Rete quattro ha detto: “l’Europa non può salvare gli Stati, le banche e poi lasciare morire le madri con i bambini”. Il ministro dell’interno Alfano, dal canto suo, ha posto un aut aut alle istituzioni di Bruxelles: “o l’Europa ci aiuta a presidiare la frontiera, o faremo valere il principio che il diritto d’asilo riconosciuto dall’Italia si possa esercitare in tutta Europa”. Il capo del Viminale, inoltre, ha affermato: “l’Europa accetti non a chiacchiere ma con i fatti che il Mediterraneo non è una frontiera italiana, ma europea. Non esiste nella storia del mondo uno Stato o una confederazione di Stati che abbia cancellato le frontiere interne, come è stato Schengen per l’Europa senza difendere e disegnare bene quelle esterne”.

L’idea di un diritto d’asilo europeo – Il governo italiano, dunque, alza la voce con l’obiettivo di farsi ascoltare dall’Europa che già a metà marzo, però, aveva approvato un fondo per l’immigrazione nei prossimi sette anni (dal 2014 al 2020). La somma messa a disposizione è di circa 3.1 miliardi di euro che saranno destinati alle politiche migratorie, mentre 2.8 miliardi serviranno alla sicurezza interna, per le frontiere esterne e i visti. L’esponente principale del Nuovo centro destra, Angelino Alfano, vorrebbe che ci fosse un diritto d’asilo europeo. Un obiettivo, fanno sapere da Strasburgo, anche del Parlamento dell’Unione. Dal punto di vista finanziario, con il contributo del 75% del bilancio ai singoli progetti degli Stati, l’Europa ha fatto un passo in avanti. La situazione, però, richiede uno sforzo maggiore e la sua gravità sta facendo passare in secondo piano le timide mosse delle istituzioni europee che, in realtà, non possono muoversi con maggiore disinvoltura a causa del veto di alcuni Paesi non inclini ad ospitare altri migranti. La Svezia, ad esempio, che deve fare i conti con persone provenienti da Siria, Turchia e centro Africa, sta mettendo in discussione il suo storico sistema di accoglienza. Un problema non da poco, visto che molti profughi giunti a Lampedusa puntano ad arrivare nel nord Europa. Il vecchio continente è ormai protagonista di corposi spostamenti di masse di profughi. Che atteggiamento deve assumere di fronte a tutto ciò? Che politiche adottare? Si attendono risposte in breve tempo, prima che aumentino i morti e cresca l’intolleranza tra i cittadini europei.

[Foto Ansa]

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