Elezioni in India. Modi vince usando ologrammi

Ieri, in India, si è chiuso il turno di votazioni per eleggere il nuovo premier, che avrà il compito di formare un governo di coalizione, entro il primo giugno. I risultati del voto, si sapranno venerdì 16 maggio, ma gli exit poll hanno già decretato la vittoria del partito di destra indù, Bharatiya Janata Party, con il suo candidato Narendra Modi. Ciò che ha colpito della campagna elettorale di Modi e che ha contribuito alla sua vittoria, è l’uso dei comizi in 3D di cui è il precursore, e l’utilizzo massivo dei social network per la propaganda elettorale.

Già nel 2012, per le elezioni locali, aveva usato questa tecnologia di cui avrà l’esclusiva, fino alla fine di quest’anno. Questa volta, Modi, ha deciso di avvalersene su scala nazionale ed ha siglato un contratto con la compagnia Nchan3D, fondata dal regista Mani Shankar, che usa una tecnologia sviluppata dall’inglese Musion. Data l’alta percentuale di aventi diritto al voto, questo nuovo modo di condurre la campagna elettorale, ampliando l’uso delle nuove tecnologie, ha garantito il raggiungimento simultaneo e rapido di centinaia di milioni di persone.

Una volta vinte le elezioni locali del Gujarat, – in cui su 53 palchi sparsi per il paese, Narendra Modi ha parlato, usando il suo ologramma “in live” a circa 30 mila persone, con un investimento di 697 mila euro, quasi 50 milioni di rupie – il modello è stato riproposto. I comizi Bharat Vijay Rally, che significa Comizi Viva l’India, sono stati mandati anche in streaming sul suo sito. Secondo quanto riportato dalla stampa indiana la campagna elettorale indiana, per le spese sostenute, è stata seconda solo alle presidenziali americane del 2012 con una spesa di 5 miliardi di dollari.

La propaganda ipertecnologica di Modi, ha di contro, ricevuto aspre critiche da moltissimi parlamentari; il National Congress ha lamentato che la provenienza dei fondi a sostegno del candidato, non sia limpida. Il regista Mani Shankar, ha difeso il suo programma ed ha detto che il costo dei comizi in 3D, si è mantentuto a un decimo delle spese per lo stesso programma, in Inghilterra ed in altri paesi d’Europa. Eppure, non è dato sapere quanto in effetti, siano costati gli ologrammi per via di una clausola tra la compagnia Nchan3D e Narendra Modi, che impedisce la pubblicazione delle spese.

Ma la vittoria di Modi, oramai certa, ha fatto reagire positivamente la Borsa di Mumbai, che ha guadagnato 370,91 punti percentuali, ed ha di fatto decretato la fine del governo di sinistra e della cosiddetta “Era Gandhi”, battendo il rivale Rahul Gandhi, proveniente dalla più famosa famiglia che ha dominato l’India moderna.

Narendra Modi, è “l’uomo che si è fatto da solo”, un ex venditore di tè di Ahmedabad, che non era ben visto neanche nel suo stesso partito, perché sospettato d’esser stato complice nei massacri di centinaia di musulmani, nel corso della rivolta indiana del 2002. Pur se non c’erano sono prove, anche gli Stati Uniti, lo avevano inserito nelle liste delle persone non gradite. Ma alla fine del 2013, sostenuto dalle classi degli industriali e di altri nuovi ricchi, si è imposto nel Bjp, togliendo di mezzo l’anziano leader Lal Krishna Advani, il sostenitore della vetusta visione dell’India come “patria degli indù”. L’elettorato indiano, già dal 2009, aveva dato indicazioni di preferire la visione laica di Sonia Gandhi e da questa, Modi è partito per svecchiare dall’interno la politica, parlando di riforme e rilancio della crescita.

La vittoria di Modi, è stata accolta favorevolmente da Barack Obama, che ha interpretato il risultato, come “la più grande consultazione democratica della storia, una vibrante dimostrazione di rispetto dei nostri valori condivisi di libertà e diversità”. Il Presidente americano, ci ha tenuto molto a sottolineare l’amicizia tra India e Stati Uniti, ed ha rinnovato la fiducia nella cooperazione tra i due Stati per fronteggiare le sfide globali. Tradotto in termini economico-monetari, significa che gli accordi commerciali e gli investimenti saranno mantenuti e potenziati, vista anche l’importanza che l’India ha assunto nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.

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