Expo 20015 il magistrato Raffaele Catone

La scelta di Renzi – Le parole del Presidente del consiglio Matteo Renzi avevano fatto presagire una scelta del genere: “Milano ce la farà, noi non molliamo. L’Expo è un’occasione troppo grossa per buttarla via”. Con un’affermazione del genere, che fa da sfondo al duro attacco contro l’illegalità diffusa in Italia, non poteva ricadere su un’altra persona diversa da Raffaele Cantone la scelta del governo. Il magistrato avrà il controllo sui lavori. Il premier sembra avere una strategia ben precisa e così affiancherà ai tecnici dell’Expo e al suo commissario un pool di avvocati, magistrati contabili ed esperti di contratti. Invece di fermare l’Expo, ha detto più volte Renzi, è necessario “fermare i responsabili che hanno problemi con la giustizia e non le grandi opere”. È un imperativo categorico per l’esecutivo di larghe intese, il quale sa bene che l’evento di Milano del prossimo anno vale circa 4 punti percentuali di Pil. Un’opportunità fondamentale per la ripresa italiana. Sulla stessa linea di pensiero anche il ministro delle infrastrutture Maurizio Lupi: “Andiamo avanti con i lavori. Dobbiamo assolutamente arrivare in tempo perché Expo deve essere l’appuntamento dell’Italia”.

Una decisione per dare trasparenza all’Expo – Proprio l’esponente del Nuovo centro destra è oggetto di duri attacchi, con allegata richiesta di dimissioni, da parte del Movimento cinque stelle. Anche se, per onor del vero, Lupi non è coinvolto in alcuna indagine. Resta il fatto che la solita mentalità del malaffare è riuscita ad entrare anche dentro un evento chiave come l’Expo e quindi, per evitare che si perda questo treno, il governo ha chiamato il capo dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone per controllare il proseguo dei lavori e dare un’immagine di trasparenza e legalità. Chi meglio del Pm anticamorra? Il magistrato, nonché scrittore di successo, avrà un ruolo ritagliato per la figura che rappresenta e dovrà far riconquistare la fiducia persa dopo gli scandali degli ultimi giorni. Difficile compito, considerando le prime confessioni dell’imprenditore vicentino Maltauro che hanno fatto uscire allo scoperto una vera e propria cupola.

Rischio fuga capitali esteri – Notizie pessime, soprattutto se si tiene in considerazione lo scarso appeal dell’Italia per gli investitori stranieri. Solo nel 2012 i capitali esteri sono scesi del 72% e con il nuovo scandalo intorno all’Expo si rischia di far fuggire anche gli altri. Per invertire questa rotta, il governo ha rilanciato il piano di privatizzazioni delle imprese controllate dallo Stato ed in parte, tramite il rilancio dell’evento di Milano 2015, cercherà di modificare la percentuale negativa. Per ora la prima mossa è quella di mostrare la faccia pulita dello Stato, rappresentata dal magistrato Raffaele Cantone. Una personalità rilevante, che fino al 2007 è stato alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e ha condotto importanti indagini contro il clan camorristico dei Casalesi che si sono concluse con l’ergastolo di boss del calibro di Francesco Schiavone, detto Sandokan, Francesco Bidognetti, Walter Schiavone, Augusto La Torre e Mario Esposito. Un buon curriculum da cui far ripartire l’Expo, l’Italia e l’idea di legalità.

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