Ogni mattina, seduta al bar, con a fianco un cane bianco, fedele e rassegnato, a guardia della sua solitudine, la signora del palazzo di fronte gestisce la sua colazione con lenta solennità. Un sorsetto di caffelatte (“Mi raccomando senza schiuma”) e un pizzico di brioche offerto alternativamente uno al cane e uno alle proprie labbra tinte di rosso scarlatto.
La saluto spesso e in risposta ho solo un silenzioso inchino col capo, subito cancellato da uno sguardo amorevole al cane.
Questa mattina la signora del palazzo di fronte mi ha fatto un cenno, offrendomi di sedere accanto a lei.
“Sono disperata Maestro.”
Nel quartiere da alcuni anni mi chiamano Maestro per via dei film che ho fatto e, forse, anche dei libri che ho scritto.
“Posso essere utile?”
“So che Lei si occupa di giovani e mio figlio se ne vuole andare di casa e seguire il suo ideale. Dice che ha finalmente le idee chiare e desidera realizzare il progetto della sua vita.”
“Mi sembra ragionevole. Perché cara signora, dice di essere disperata?”
“Il fatto è che Marco ha solo 22 anni e ha deciso di abbandonare l’università e la famiglia, così, d’improvviso per realizzare il suo sogno.”
“Di che sogno si tratta?”
La signora toglie dalla borsa il fazzoletto e asciuga qualche lacrima improvvisa.
“Dice che si vuole occupare dei morti perché i vivi non gli piacciono, Li trova antipatici, bugiardi, incapaci, superbi e mediocri.
Non vuol sentire ragioni. Ha fatto domanda di licenza per un’impresa di pompe funebri e proprio ieri mi ha comunicato raggiante che l’ha ottenuta.”
“Come si spiega questa sua passione per i morti?”
“Mio figlio ha trascorso gran parte del tempo a guardare i film alla televisione. Ogni volta che entro nella sua camera c’è qualcuno che ammazza qualcun altro.
Ha passato la sua adolescenza assistendo ad alcune migliaia di omicidi e forse per questo si è appassionato alla morte.
I morti, dice, sono più amichevoli e sinceri, sanno essere finalmente se stessi, mentre i vivi mostrano di essere qualsiasi cosa tranne ciò che realmente sono.
“Cosa devo fare secondo Lei Maestro? Ho pensato di vendere il televisore e regalargli un tavolino a tre gambe con un libretto di istruzioni per comunicare coi morti.” Il cane abbaia tre volte, favorevole al progetto.
Io non oso commentare.

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