Ucraina: governo annuncia tavola rotonda su unità nazionale

Il dialogo è aperto alle forze politiche di tutte le regioni dell’Ucraina, lo hanno dichiarato il Presidente Turcinov ed il Premier Yatseniuk. I benevnuti sono “coloro che non si sono sporcati le mani di sangue”, riferimento non celato agli insorti filorussi. Il governo ucraino è pronto a dialogare “con tutti i gruppi che perseguono obbiettivi politici legittimi e intendono difenderli con mezzi legali”. L’appello è rivolto agli esperti ed alla società civile, per affrontare i problemi del popolo ucraino, che  prevede per prima cosa, una discussione sulla riforma dei governi locali, il decentramento del potere; la difesa dei diritti delle minoranze etniche e la riforma della giustizia e delle forze dell’ordine.

In queste stesse ore, in Russia si celebra la vittoria sulla Germania nazista, durante il secondo conflitto mondiale nel 1945, con una parata di circa 11.000 soldati, che hanno sfilato sulla Piazza Rossa di Mosca per celebrarne il sessantanovesimo anniversario. Putin è stato in prima fila. Per il Presidente russo, questa è la seconda messa in scena della Nuova Russia, dopo la sfilata dei lavoratori, il Primo Maggio, che non avveniva dal 1991. Mentre Putin dimostra all’Occidente di avere forza, carattere e strumenti per farsi rispettare, l’America risponde con l’applicazione delle sanzioni e con esercitazioni nel Baltico insieme alla Lituania, all’Estonia e alla Lettonia per dimostrare che il braccio di ferro tra super potenze è in corso. La decisione di Putin di presenziare prima alla parata nella Piazza Rossa, per poi recarsi a Sebastopoli, trascurando i suggerimenti, dati dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, di non andare alle celebrazioni in Crimea per evitare un accrescimento delle tensioni interne all’Ucraina, di certo non sarà stata vista con favore.

Putin, ha lanciato  il proprio messaggio da leader ed ha definito il “Giorno della Vittoria”, il simbolo del trionfo della Russia ed ha aggiunto: “non permetteremo mai che quegli eroi vengano traditi e dimenticati, insieme a tutti quelli che a spese della propria vita hanno difeso la pace sul nostro pianeta”. Per i russi, oggi, è il giorno dell’orgoglio nazionale, della memoria; è un giorno importante che rinsalda i vincoli di appartenenza alla Madrepatria e da qui, i sottesi riferimenti anche alla Crimea, dove appunto, si sfila anche a Sebastopoli e dove il Presidente russo è giunto poco fa, per assistere alla parata. Sono in migliaia ad assistere alla sfilata della flotta russa del Mar Nero e dei soldati. Ed i filorussi, hanno fatto sapere che il referendum per la riannessione della Crimea alla Russia, ci sarà, nonostante i tentativi di Kiev di vanificare gli sforzi dei separatisti con la sua azione di ripresa del controllo dei territori ad est.

Putin, ha allentato la presa sui territori occupati dai filorussi, facendo ritirare le truppe ammassate ai confini, ma questa giornata di celebrazioni, ridefinisce ancora una volta la linea di Mosca: protezione dei cittadini russofoni e facilitazione di un ricongiungimento con la Russia. A tender la mano alla Russia, sull’importanza storica delle celebrazioni in corso oggi, è la Francia dove Hollande ha dichiarato che “i russi hanno dato milioni di vite per la nostra libertà durante la seconda guerra mondiale e se non ci fosse stato il fronte orientale non potremmo celebrare lo sbarco in Normandia il 6 giugno”. Putin infatti è atteso per quel giorno in Francia per presenziare alla cerimonia che celebra lo sbarco e per testimoniare come la Russia abbia perso 23 milioni tra soldati e civili, durante la seconda guerra mondiale.

L’Europa, da parte sua, vuol far comprendere alla Russia che gli atteggiamenti nella crisi ucraina, non daranno luogo ad una risoluzione della guerra civile; il Presidente della Commissione Europea, Josè Manuel Barroso, in un incontro a Firenze, si è detto fiducioso sulla possibilità di un’Ucraina sovrana e democratica. Gli fa eco il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, che lunedì prossimo sarà a Kiev per incontrare il premier Yatseniuk. Van Rompuy afferma che l’Ue, è coesa sulla condanna alla Russia, nonostante le differenti risposte date dagli stati membri, per una soluzione del problema; ed ha definito la crisi in Ucraina come “la più grossa minaccia alla sicurezza europea dalla caduta del Muro di Berlino”. Unità d’intenti sulla prosecuzione dei colloqui e sul “dialogo d’unità nazionale inclusivo”, questo il pensiero comune tra Europa e Kiev.

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