Tabarelli di Nomisma Energia durante la trasmissione di Ambiente Italia del 3 maggio 2014

Davide Tabarelli (nella foto in alto ndr) Presidente di Nomisma Energia durante la trasmissione RAI Ambiente Italia del 3 maggio 2014 ha dichiarato che le attività nel sottosuolo avvengono nell’ambito di leggi rassicuranti e che sono i cittadini, praticamente, che si pongono fuorilegge opponendosi immotivatamente alle operazioni come ad esempio alle reiniezioni di fluidi ad alta pressione nel sottosuolo già instabile tettonicamente con energia tettonica accumulata da secoli.

Tabarelli veramente non sa che è diffusissima la non osservazione delle leggi quando si progettano interventi nel sottosuolo? Non sa che compiacenti rappresentanti di pubbliche istituzioni sono distratti e validano studi di impatto ambientale “reticenti” che non evidenziano che il sottosuolo nel quale progettano interventi è instabile tettonicamente e carico di energia tettonica e conseguentemente non individuano le problematiche consentendo la realizzazione di interventi che possono causare sismicità indotta che a sua volta può attivare la sismicità naturale come evidenziato anche dal Rapporto ICHESE? Non sa che questo comportamento è fuorilegge? Non sa che esiste la Delibera del 4 febbraio 1977 del Comitato dei Ministri per la tutela delle acque dall’inquinamento “Criteri, metodologie e norme tecniche generali di cui all’art. 2, lettere b), d) ed e), della L. 10 maggio 1976, n. 319, recante norme per la tutela delle acque dall’inquinamento”. GU n. 48 del 21-2-1977 – Suppl. Ordinario, che individua i seguenti requisiti generali per lo scarico nel suolo limitatamente alla immissione in unità geologiche profonde:

  1. formazioni geologiche atte a ricevere gli effluenti, sicuramente isolate dalla superficie e dai serbatoi contenenti acqua dolce e/o altre risorse utili;
  2. che dette formazioni siano situate in zone tettonicamente e sismicamente favorevoli.

Non sa che l’importanza di questi requisiti è richiamata anche da Eni Corporate University, Scuola Enrico Mattei, Master MEDEA 2002/03, che a pagg. 11 e 12 circa il Progetto “Water Management”, Inquadramento normativo italiano per la reiniezione nel sottosuolo richiama il panorama legislativo italiano che regolamenta lo smaltimento dei rifiuti liquidi attraverso la reiniezione nel sottosuolo:

  • Legge Merli 319/76;
  • Delibera del Ministero dei Lavori Pubblici per la tutela delle acque dall’inquinamento (4 Febbraio 1977);
  • Decreti Legislativi n. 132 e 133 del 27 Gennaio 1992;
  • Decreto Legislativo n. 152 dell’11 Maggio 1999. ENI evidenzia che devono essere rispettate le seguenti condizioni (Delibera del Ministero dei Lavori Pubblici del 1977):… deve essere ubicata in zone sismicamente stabili.

Non sa che anche lo stoccaggio di anidride carbonica nel sottosuolo, come si evince dal recepimento in Italia della direttiva con il Decreto legislativo 2009/31/CE, approvato dal Consiglio dei Ministri, prescrive che per identificare un potenziale sito di stoccaggio della CO2 si deve tener conto dei principali fattori di rischio geologico che sono i seguenti:

  • le sorgenti e zone sismogenetiche, come ricostruite dagli studi geofisico-geologici;
  • la distribuzione degli eventi sismici (storici e recenti). Per individuare un potenziale sito di stoccaggio e garantire l’integrità dello stoccaggio anche dopo l’iniezione, dovrebbero essere evitate le aree ad alto tasso di sismicità. In particolare vanno evitati i luoghi in cui gli eventi sismici si verificano alle basse profondità adatte per l’iniezione della CO2 tra circa 1 e 5 km.

Si ricorda che Ferrara di Massa Spin-off, che fa parte dell’Osservatorio CCS (Carbon Capture and Storage), ha svolto nel 2009 una ricerca per individuare strutture potenzialmente idonee allo stoccaggio geologico per la CO2, con le seguenti caratteristiche: limitata attività sismica. Come logica conseguenza, è evidente, il campo geotermico del sottosuolo di Ferrara che insiste su un prisma crostale instabile tettonicamente, che nel 1570 causò un violento sisma simile a quelli del maggio 2012, e che è carico di energia tettonica da secoli non risponde ai requisiti sopra evidenziati!

Si evidenzia il fatto che la maggior parte dei permessi di ricerca e di coltivazione idrocarburi e acque geotermiche e anche di reimmissione di fluidi nel sottosuolo instabile tettonicamente è stata autorizzata prima dell’applicazione della normativa sulla VIA per cui anche attività pericolose continuano ad essere eseguite senza controlli e garanzie di sicurezza ambientale.

Come si fa quando un farmaco che è stato messo in vendita perché ritenuto non nocivo, in seguito si copre invece che è pericoloso per la salute? Lo si lascia in vendita? NO! Si ritira dalla vendita!

Alla luce della relazione ICHESE e dei risultati di ricerche internazionali che evidenziano come le reimmissioni di fluidi nel sottosuolo causano sismicità anche in un sottosuolo che non ha problemi di instabilità tettonica devono essere immediatamente revocate tutte le autorizzazioni concesse senza una procedura di VIA. Quindi le leggi esistono per tutelare l’ambiente di superficie; però è più conveniente non rispettarle? Per chi? Non per i cittadini, naturalmente! Ma per coloro che cercano risorse nel sottosuolo per produrre energia a tutti i costi, anche a costo di mettere a rischio la sicurezza dell’ambiente antropizzato e la stessa sicurezza dei cittadini. Ma per non rispettare le leggi occorre una sponda indispensabile: controllori pubblici distratti. E il gioco è fatto. Come al solito c’è chi predica bene e razzola male. In questo quadro realmente “fuorilegge”, ovviamente, chi lo fa notare diventa subito un nemico pubblico ed accusato di essere un “fuorilegge”.

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