Decreto lavoro - Giuliano Poletti

Entro una settimana il voto al Senato – Pace fatta. I democratici e il Nuovo centro destra hanno trovato il giusto mezzo sul lavoro. Dopo le fibrillazioni alla Camera dei deputati, a causa, secondo il partito di Alfano, di un eccessivo spostamento a sinistra del decreto sul welfare, a Palazzo Madama si è trovata l’intesa. Le correzioni al testo del ministro Poletti si articolano in otto emendamenti, che verranno aggiunti al decreto approvato dall’altro ramo del Parlamento con la fiducia. Il provvedimento, che semplifica l’apprendistato e liberalizza il ricorso ai contratti a termine, dovrebbe essere approvato dal Senato tra le giornate di giovedì e venerdì, per poi tornare alla Camera e concludere tutto il suo iter parlamentare entro il 19 maggio. A quanto pare la mediazione è stata la miglior medicina per il governo, che è riuscito a risolvere i contrasti al suo interno, superare la barriera tra l’ala sinistra del Pd e le posizioni del Ncd e, soprattutto, non è stato alterato l’impianto iniziale del decreto. La strada, a questo punto, è in discesa e si attendono soltanto i tempi della politica per approvare il testo nel giro di qualche settimana, giusto prima della scadenza elettorale del 25 maggio.

Contratti a termine – Le novità del decreto lavoro riguardano, in particolar modo, l’abolizione dell’obbligo per un’azienda di assumere stabilmente i lavoratori che superino la quota consentita del 20% di contratti a termine e viene introdotta, su richiesta del Ncd, una sanzione monetaria. Verranno escluse dal vincolo del 20% le micro imprese, con meno di cinque dipendenti, e gli enti di ricerca. Rimane fissata a 36 mesi, invece, la durata massima di un contratto a termine senza la specificazione della causale e viene confermata la possibilità di cinque proroghe e non di otto come nel testo originario. Queste misure hanno trovato il plauso anche di Scelta civica, che alla Camera aveva mostrato tutte le sue perplessità, e della Confcommercio, mentre rimangono critici sia i sindacati che, per motivi elettorali, gli esponenti di Forza Italia.

Contratti di apprendistato – Le modifiche al decreto lavoro, come annunciato in precedenza, comprendono anche i contratti di apprendistato e in questo contesto viene introdotto l’obbligo della stabilizzazione del 20% degli apprendisti, per poterne successivamente assumerne altri solo per le aziende con più di 50 dipendenti e non di 30, come nel testo precedente approvato alla Camera. I contratti di apprendistato, inoltre, potranno essere stagionali e la responsabilità della formazione, sempre legata a contratti del genere, sarà esclusivamente delle singole regioni che potranno dettare le loro linee di indirizzo. Le regioni dovranno comunicare al datore di lavoro, entro 45 giorni dalla firma del contratto,”sedi e calendario delle attività previste, avvalendosi anche delle imprese e delle loro associazioni”. Sono queste le soluzioni del governo di larghe intese per cercare di risolvere il problema della disoccupazione che in Italia ha raggiunto percentuali spaventose, soprattutto tra le nuove generazioni. Dati allarmanti, come nel resto d’Europa.

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