Migranti, pericolo tubercolosi e scabbia

La situazione è ormai al collasso. Nelle ultime ore le coste siciliane hanno visto l’arrivo di duemila profughi. Una nave militare ha portato in salvo ad Augusta 1.170 migranti, un’altra con 358 a bordo ha attraccato a Palermo. Il centro d’accoglienza di Pozzallo e quello adattato di Comiso ne possono contenere al massimo 300 e quindi si può capire il disagio dovuto al sovraffollamento. Proprio per questo motivo, neanche il tempo di arrivare e i migranti vengono trasferiti negli altri centri disseminati per la Sicilia e l’Italia con charter disposti dalla prefettura e organizzati con grande celerità dalla questura che, inoltre, ha utilizzato dei bus privati per trasportare le persone. Un vai e vieni senza sosta e incessante, che ha come immediata conseguenza le proteste dei sindaci e dell’Anci, ma soprattutto delle cittadine e dei cittadini.

Attenzione, però, non sono sentimenti razzisti. Chi vive o soggiorna da queste parti, sa bene come non ci siano simili atteggiamenti. È la paura a far parlare così la gente dell’isola del Mediterraneo. I migranti, a causa della mancanza di posti a Pozzallo, vengono smistati velocemente in altri centri e quindi sottoposti ad una visita medica superficiale. Un problema non da poco, perché qualche giorno fa ad alcuni profughi sono state riscontrate malattie come la tubercolosi, la scabbia e addirittura una donna era affetta da Aids. C’è il timore contagio. Una paura giustificata, se i bus utilizzati per spostare i migranti sono gli stessi messi a disposizione alle scolaresche per le gite stagionali. Se la notte trasportano i disperati giunti in Sicilia, di giorno diventano mezzi turistici per bambini. Il nodo della questione è che non c’è tempo materiale per pulirli o disinfettarli.

L’emergenza immigrazione rischia di trasformarsi in emergenza sanitaria. Ormai è un dato di fatto e qualcosa da tenere sotto controllo. Così, una sessantina di genitori di alunni della scuola elementare “Giacomo Albo”, hanno deciso che i loro figli non andranno la prossima settimana alla gita d’istruzione a Siracusa. Una presa di posizione non contro i migranti, ma contro la mancanza di prevenzione sui mezzi di trasporto e in generale in tutta l’isola. Una delle mamme, infatti, ha affermato: “Nessuno ci scambi per razzisti, ma non ci sentiamo tutelati. Sappiamo che i bus sono gli stessi, già nei giorni scorsi altri genitori che avevano mandato i figli in gita ci hanno detto che i pullman non erano stati puliti e sappiamo dai medici che molti di loro hanno la scabbia o sono portatori di altri brutti virus. Se è così preferiamo che i nostri figli rinuncino al viaggio di istruzione”. La situazione sta degenerando a vista d’occhio in Sicilia e di settimana in settimana si aggiungono altre criticità. Tutto tace in Europa e nelle istituzioni nazionali, nell’attesa che cada la goccia pronta a fare traboccare il vaso. Soliti brutti vizi, ma questa volta si può affermare come non sia qualcosa circoscritto all’Italia, ma a tutto il vecchio continente.

© Riproduzione Riservata

Commenti