Scuola. Giannini:

Scuola, eppur si muove. Uno degli ambiti più bistrattati nell’ultimo trentennio, vede al suo interno un bagliore di luce. Uno speranza per tutti quei giovani che aspirano a diventare professori. È il ministro dell’istruzione Stefania Giannini ad aver dato questa buona notizia, annunciando per il 2015 “un concorso a cattedra per circa 17 mila docenti: il concorso è l’unico strumento per entrare in ruolo e insegnare. Il concorso, che si terrà nella tarda primavera 2015 consentirà di essere in tempo utile per l’immissione in ruolo nell’estate 2016”. Inoltre, alla Camera dei deputati, il ministro ha reso noto che 7 mila aspiranti professori vincitori nel concorso 2012, ma senza una delle 11 mila cattedre previste, verranno assunti nell’anno scolastico 2015/2016 per rispettare “il principio del 50%”, ovvero metà di chi insegna deve essere assunta per concorso, mentre l’altra metà viene presa dalle graduatorie ad esaurimento. Una vera e propria sorpresa, considerando come i vincitori di cattedra del 2012 sono già stati assorbiti.

Il settore della formazione e dell’istruzione è stato uno degli ambiti più colpiti dalla crisi economica, ma anche da quella valoriale. Nell’epoca in cui si è avverata la profezia nietzschiana – nichilista del crollo di tutti i valori che fino a poco tempo fa avevano retto le nostre società secolari, l’istituto per eccellenza che ha il compito di formare le giovani generazioni ha subito un ri-dimensionamento senza precedenti. Docenti rimasti legati ai loro tempi, cercano di indirizzare ragazze e ragazzi privi di qualsiasi orientamento. Spesso, inoltre, gli scolari hanno la presunzione di saperne di più dei loro professori, i quali, complici uno stipendio al di sotto della media europea, vengono considerati come dei frustrati, sottopagati e quindi delle persone che non possono avere un compito educativo nella vita dei vari alunni.

L’età delle nuove tecnologie e dell’istruzione 2.0, ormai fa guardare il mondo ai giovani tramite un iPad o un iPhone. I digitali nativi, così vengono definiti dai sociologi della comunicazione, sono pienamente inseriti in un’era globale che cambia velocemente e si illudono di non avere limiti. È chiaro, in un contesto del genere, che i professori siano lontani anni luce da simili prospettive. I famosi corsi di aggiornamento sono fini a se stessi e per questo motivo il ministro Giannini, che nelle scorse settimane non a caso aveva citato Steve Jobs e la sua filosofia, ha annunciato come “il governo punta a creare una nuova classe di docenti, garantendo allo stesso tempo le legittime aspettative di coloro che da anni stanno contribuendo al funzionamento del sistema scolastico nel suo complesso”. Tutto ciò avverrà tramite la creazione di un “cantiere”, a cui verrà affidato il compito di approfondire le diverse questioni. Vedremo se l’esecutivo Renzi riuscirà a porre le basi per una scuola 2.0.

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