Oggi, Primo Maggio 2014, si celebra il diritto al lavoro; il diritto al rispetto di chi lavora. Oggi, si protesta per chi il lavoro non riesce a trovarlo, o l’ha perso. Oggi, si è tutti vicini e stretti in un solidale abbraccio, nell’era della crisi globale. Una crisi economica e di valori, una crisi che scuote le fondamenta del viver civile e genera alienazione, in chi non si sente tutelato; in chi non vede spiragli democratici e di libero esercizio della coscienza. In chi, si sente imbavagliato nella propria dignità di essere umano, spesso e purtroppo, ridotto in schiavitù. Le piazze si sono animate, le proteste son state aspre, gli slogan inneggianti al desiderio di vivere dignitosamente, hanno scaldato gli animi e generato risposte di repressione in alcuni paesi.

A Mosca, i sindacati si sono riuniti sulla Piazza Rossa, con in testa il sindaco Sergej Sobjamin. Non accadeva dai tempi del crollo dell’Unione Sovietica. Le richieste da parte degli oltre 100mila partecipanti, sono state quelle di sempre: salari più giusti e polemiche realtive al caro vita sempre più alto. Ma si è dato sostegno al governo e al Presidente russo Vladimir Putin, e si è parlato di Ucraina, della crisi in atto, dando pieno sostegno all’indipendenza della Crimea e di Sebastopoli.   Frattanto, nella vicina Ucraina, migliaia di cittadini festeggiavano il loro Primo Maggio, mentre nelle zone orientali continuano gli scontri e restano attivi i presidi dei separatisti filorussi.

Primo Maggio a Mosca (Russia)
Primo Maggio a Mosca (Russia)

In Turchia, i dimostranti che hanno scelto di radunarsi in piazza Taksim a Istanbul – sfidando il divieto di tenere manifestazioni il Primo Maggio, nella piazza simbolo delle proteste antigovernative – sono state disperse dalla polizia, che ha usato i cannoni ad acqua e i gas lacrimogeni. Sono state tratte in arresto, circa 138 persone e dopo gli scontri con la polizia, in assetto antisommossa, ci sono state 51 persone ferite in modo lieve ed intossicate dai gas lacrimogeni.

Primo Maggio piazza Tasksim, Istanbul (Turchia)
Primo Maggio piazza Tasksim, Istanbul (Turchia)

In Grecia, ad Atene, ci sono state due grosse manifestazioni: quella indetta dal partito comunista e quella dei sindacati, mentre nella città era in corso lo sciopero del trasporto pubblico e scioperavano anche i marinai ed il personale dei traghetti. Nei cortei e nelle piazze, c’erano lavoratori del settore pubblico e migliaia di produttori agricoli e commercianti ambulanti. Questi ultimi, protestano dal 28 di aprile contro la linea seguita dal governo, che vorrebbe modificare le regole del commercio ambulante; un piano disastroso per la vita di 50.000 famiglie.Un disoccupato greco ha dichiarato: “Ci hanno dato speranza dicendo che queste misure ci avrebbero aiutato, ma quello che vedo davanti a me è solo buio”. Il segretario del partito comunista ha, da parte sua, aggiunto: “Ciò che serve oggi è una forte opposizione che difenda i lavoratori e si batta contro i monopoli europei per far sentire la voce dei cittadini”.

Primo Maggio in Grecia
Primo Maggio in Grecia

Negli Stati Uniti, dove non si festeggia il Primo Maggio, è stata una giornata difficile per le riforme legate al mondo del lavoro. Obama ha ricevuto la bocciatura da parte della maggioranza democratica del “suo” Senato. In ballo, c’era l’aumento del salario minimo da 7,25 dollari l’ora a 10 dollari. Ci voleva il voto di 60 senatori per far andare avanti il provvedimento, invece i favorevoli sono stati 42, con 54 contrari. Gli oppositori sostengono che l’aumento rallenterebbe la ripresa dell’occupazione con la possibilità della creazione di nuovi posti di lavoro, perché le imprese non farebbero nuove assunzioni. Il punto è che questa tariffa, è ferma dal 2009 e la soglia potrà essere aggiornata, solo dopo il varo da parte del Congresso di una nuova legge. Un miraggio al momento attuale, specie dopo la batosta data ad Obama dai suoi. Il clima di festa di questo Primo Maggio 2014, non è per nulla sereno, anzi, ovunque si volga lo sguardo, il comune denominatore è “la crisi”, che ad oggi stringe nella propria morsa milioni di persone. E a ben guardare, le richieste dei lavoratori e quelle dei sindacati, traducono in lingue e modi di partecipazione collettiva “differenti”, un comune sentire. Oggi, nelle nostre piazze italiane, i nostri lavoratori, i nostri pensionati, i nostri giovani erano tutti insieme, uniti nella protesta e le parole dei sindacati, sembravano un’eco che rimbalzava come un unico segnale, in ogni angolo del mondo. Ovunque, le stesse parole: “Lavoro, Libertà e Partecipazione Democratica”.

© Riproduzione Riservata

Commenti