Piano nazionale garanzia giovani

I protagonisti principali nella festa dei lavoratori sono tutte le persone inoccupate. Triste realtà nell’Italia di oggi, ma i dati sono fin troppo chiari. Secondo l’Istat la disoccupazione si attesta al 12,7%, in calo di 0,1 punti in termini congiunturali ma in aumento di 0,7 punti nei dodici mesi. Tutto ciò vuol dire che negli ultimi 30 giorni 73 mila persone hanno trovato un lavoro. Molto più alti, invece, i numeri dei senza lavoro tra i più giovani e per la precisione tra i 15-24enni che si attestano al 42,7%. Percentuali in lieve calo rispetto agli ultimi mesi, ma è senza ombra di dubbio una magra consolazione. Se in uno dei Paesi più importanti dell’Unione europea, durante la festa dei lavoratori, i protagonisti principali sono i disoccupati c’è un grande problema. I centri per l’impiego dimostrano tutta la loro inutilità all’interno di un sistema che appare sempre più lontano dalla quotidianità e trovare un lavoro diventa un’impresa titanica.

Mentre le difficoltà per chi cerca un impiego sono sempre più grandi, il governo ha avviato l’iter parlamentare sul decreto legge lavoro voluto dal ministro Giuliano Poletti. Intorno a questa proposta, come visto nei giorni scorsi, si sono create vere e proprie frange di oppositori pronti a modificare e rallentare la proposta dell’esecutivo. Fuori, però, c’è un Paese che soffre ed il mondo della politica sa bene che deve fare in fretta se non vuole essere travolto dalla rabbia dei cittadini. Anche per questo motivo il governo ha approvato, in attuazione della raccomandazione del Consiglio europeo del 22 aprile 2013, il Piano nazionale garanzia giovani. Una proposta che invita tutti gli Stati membri ad assicurare alle giovani generazioni offerte valide nel mondo del lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato e tirocinio. Iniziative che verranno finanziate dal progetto europeo Youth Employment Initiative e dal Fondo sociale europeo. Il budget complessivo messo in campo dall’Europa è di 1,513 miliardi e i giovani che potranno usufruirne sono quelli tra i 15 e i 29 anni. Ci si potrà iscrivere al programma fino al 31 dicembre 2015 attraverso il sito web nazionale www.garanziagiovani.gov.it o i siti attivati dalle Regioni.

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Qualcosa, a quanto pare, si muove a livello europeo e saranno le regioni a gestire di volta in volta i giovani che vorranno inserirsi nel mondo del lavoro. La festa del Primo maggio è anche l’evento più importante per i sindacati. Sono lontani i tempi dei sindacalisti storici. Oggi i sindacati sono delle vere e proprie corporazioni, incapaci di rappresentare i giovani e i disoccupati e capaci soltanto di essere la bandiera dei pensionati. Organizzazioni troppo legate alla politica che spesso e volentieri fungono da trampolino di lancio per qualche carrierista, o viceversa un rifugio sicuro per alcuni politici che vogliono prolungare il loro cursus honorum. Peggio ancora quando cercano di condizionare le scelte di un partito. Questo ha poco a che fare con il ruolo di un sindacato e tutti, a prescindere dal colore politico, farebbero bene a riformarsi al loro interno e slegarsi, una volta per tutte, da quei lacci novecenteschi che impediscono di farli camminare nel nuovo millennio. Oggi vale la pena ricordare tutto ciò e cercare di invertire rotta, oppure ricorderemo il Primo maggio solo per il Concertone di Roma, bellissimo evento, ma non quello principale in una giornata del genere.


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