Pd, Anna Finocchiaro e Luigi Zanda

“O si trova un punto in comune o vado a casa”. Non usa, come al solito, mezzi termini Matteo Renzi durante la riunione con i deputati Pd. Dopo gli incontri nella giornata di ieri con Anna Finocchiaro e Luigi Zanda, il Premier, come annunciato, ha esposto ai senatori democratici la proposta di mediazione che dovrebbe far decollare la riforma di Palazzo Madama: “i senatori siano indicati tra i consiglieri regionali, lasciando a ogni regione la modalità di scelta sul nome”. Dall’idea, inizialmente proposta dai relatori di maggioranza e minoranza Finocchiaro e Calderoli, non si riesce ancora a comprendere se in un simile meccanismo saranno i consiglieri regionali a nominare i senatori, oppure il compito spetterà ai vari partiti. A prescindere da questo dubbio, però, i futuri senatori non godranno di indennità statali e quindi rimarrebbe in piedi il testo base presentato dal ministro Maria Elena Boschi.

L’obiettivo, a quanto pare, è a portata di mano. Matteo Renzi lo sa bene e non a caso ha utilizzato un linguaggio diretto nei confronti dei senatori Pd che fanno riferimento alla minoranza del partito. Imboscate, nuovi tentativi di deformare la legge proposta dall’esecutivo, potrebbero condurre il Presidente del consiglio alle dimissioni: “Fare veloce è l’unico modo per dare un segnale di credibilità in Europa. Faremo tutti gli sforzi fino all’ultimo giorno per trovare un punto comune, altrimenti sono pronto a fare un passo indietro. A tutti i costi io non ci sto, o così o vado a casa”. Matteo Renzi non ha intenzione di farsi logorare come successo ad alcuni suoi predecessori e il tatticismo, secondo lui, messo in campo dalla minoranza democratica rischia di far male in primis al Paese. L’ex sindaco di Firenze ha anche invitato chi nel suo partito continua a vivere in una continua campagna elettorale a riflettere e mettere da parte i soliti pregiudizi nei suoi confronti: “La riforma di proposta costituzionale può avere dei limiti ma non accetto che si dica che è una riforma autoritaria. La mia proposta è in continuità con la proposta dell’Ulivo e della campagna elettorale di Bersani”.

Durante la riunione Renzi ha utilizzato più volte la parola “velocità”. Un tratto distintivo della sua persona e anche del suo governo, che vorrebbe recuperare la strada persa negli ultimi anni dall’Italia. È per questo motivo che il Premier ha invitato i suoi a non perdersi in machiavelliche congiure di palazzo. Il Presidente del consiglio, inoltre, ha ribadito la necessità di tenere dentro al patto per la riforma del Senato Forza Italia, “perché vuol dire che non ci stiamo scrivendo le regole da soli”, ma nello stesso tempo ha definito “inaccettabili” le affermazioni di Berlusconi sui tedeschi e i lager che, come quelle di Grillo sulla Shoah, sono “vergognose”. Infine, il segretario democratico, ha ammesso il vantaggio del partito rispetto ai competitor, ma ha invitato tutti i democratici a guardare più alle esigenze delle persone che ai numeri dei vari sondaggi,

© Riproduzione Riservata

Commenti