Quasi 2000 migranti arrivati nelle ultime ore

Il canale di Sicilia continua ad essere teatro principale di imbarcazioni colme di migranti e dirette verso le coste italiane. Solo nelle ultime ore, sostiene la Marina militare, sono giunti circa 2000 migranti nell’isola. Le unità navali dell’operazione “Mare nostrum” hanno soccorso sette natanti, tra gommoni e barconi precari a causa del sovraffollamento, a circa 100 miglia a sud di Lampedusa. Per la precisione sono intervenute la nave Cassiopea, nave San Giorgio, nave Urania e due motovedette della capitaneria di porto. Le persone soccorse sono principalmente di nazionalità siriana, ma tra loro sono presenti anche eritrei, nigeriani ed altre etnie. Si contano 120 minori, compreso un neonato, donne in stato di gravidanza e un non vedente. I nuovi arrivati non sono portatori di malattie particolarmente gravi e tra la giornata di ieri e quella di oggi verranno smistati nei vari centri di accoglienza. La corvetta Urania è giunta a Pozzallo con 395 migranti, la nave anfibia San Giorgio è diretta, con 1066 migranti, verso il porto di Augusta, il pattugliatore Cassiopea, con 400 persone a bordo, si dirige a Porto Empedocle.

Non solo la Sicilia, però, accoglierà tutti i migranti. Il governo italiano, infatti, ha chiesto alle varie regioni del Paese un contributo per ospitare queste persone. La Liguria, in particolar modo, accoglierà 200 profughi la prossima settimana. Arriveranno nelle diverse città liguri direttamente dal centro di smistamento di Lampedusa e saranno alcune associazioni e cooperative sociali ad occuparsi dei migranti. Avrebbero già dato il consenso la Fondazione Auxilium, Agorà e la cooperativa il Cesto. L’ospitalità in Liguria non dovrebbe prorogarsi oltre i tre mesi e nei prossimi giorni i profughi verranno accolti all’aeroporto di Genova da uno speciale presidio della Croce rossa. Nonostante ciò, si levano le prime proteste e l’assessore regionale alle politiche sociali Lorena Rambaudi afferma: “Non credo proprio sia equo che Imperia accolga tanti profughi come Milano”.

Mentre nella regione del nord sono preoccupati per una sproporzione, secondo loro, nella dislocazione di migranti, in Sicilia il presidente Rosario Crocetta invita a non creare allarmismi. “I Comuni perché dovrebbero essere al collasso? E poi non è vero che il turismo subisce danni dagli sbarchi. L’anno scorso a Lampedusa ci sono stati numerosi sbarchi e la stagione è andata benissimo”. Inoltre, continua il politico siciliano, “la solidarietà nei confronti degli immigrati è un dovere che hanno lo Stato, la regione e anche i comuni. La maggior parte dei migranti ha diritto d’asilo, queste persone sono dei rifugiati provenienti da Paesi da cui scappano perché rischiano la vita. Loro hanno diritto all’asilo politico. Se ci sono problemi i sindaci sanno come contattarmi per tentare di risolverli”. Però, oltre le rassicurazioni, Crocetta sostiene la necessità di un piano con il ministero dell’interno, perché “se lasci tutti i profughi a Pozzallo allora sì che la situazione diventa ingestibile”. Già, Pozzallo. Nel comune siciliano, se gli sbarchi dovessero proseguire con questa regolarità, il centro d’accoglienza diventerebbe ingestibile. Una pentola a pressione che rischia di esplodere. Diventa, dunque, urgente una risposta europea alla questione.

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