Segreto di stato: vergogna italiana 660x330

Bastava una firma, una sola firma, per togliere una delle vergogne italiane peggiori: il segreto di Stato. In tutti questi anni, troppi, ci siamo chiesti mille volte, perché uno Stato democratico, una Repubblica parlamentare, un sistema elettorale rappresentativo, perché la nostra patria, l’Italia, avesse il segreto di Stato. Al di là della retorica detta e scritta in questi giorni, finalmente, tutti i documenti processuali nelle mani dell’amministrazione pubblica inerenti alle stragi degli anni di piombo saranno consultabili non solo dai magistrati e dai parlamentari ma da tutti i cittadini; finalmente, e ci voglio credere, molti, tanti, morti innocenti avranno giustizia; finalmente si vede un segnale di rottura con tutti quei poteri occulti che hanno fatto il bello e cattivo tempo nel nostro paese e come ha dichiarato Matteo Renzi, che quella firma l’ha messa, finalmente abbattiamo il proverbiale “muro di gomma” e rendiamo il “palazzo” più trasparente.

“Con questo atto trova concreta applicazione la legge 124/2007 in un aspetto rilevante come quello del riconoscimento degli archivi dell’intelligence come patrimonio a disposizione degli studiosi, del mondo dell’informazione e di tutti i cittadini”, ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Marco Minniti. L’elenco dei fatti sanguinosi che hanno imbruttito l’Italia inizia il 12 dicembre 1969 con la Strage di Piazza Fontana e continua il 22 luglio 1970, Strage di Gioia Tauro; il 31 maggio 1972, Strage di Peteano a Gorizia; il 17 maggio 1973, Strage della Questura di Milano; il 28 maggio 1974, Strage di Piazza della Loggia a Brescia; il 4 agosto 1974, Strage dell’Italicus (Strage sull’espresso Roma-Brennero); ancora il 2 agosto 1980, Strage della stazione di Bologna; e non possiamo non aggiungere a questa carneficina la Strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980, quando un Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia, decollato dall’Aeroporto di Bologna e diretto all’Aeroporto di Palermo, si squarcia in volo e cade nel braccio di mare compreso tra le isole tirreniche di Ustica e Ponza. Su questa Strage ancora oggi restano ignoti gli autori.

In tutto 215 morti e migliaia di feriti che hanno aspettato oltre quarant’anni per avere una giustizia che gli toccava sin dall’inizio. Bugie, ipotesi, ambiguità, supposizioni, falsità, mezze verità, processi infiniti dove gli accusati sono stati spesso assolti in sede giudiziaria e dove il ruolo predominante è sempre stato “giocato” dai servizi segreti deviati, un burocrate della Gladio che apportava sui documenti importanti un timbro con la scritta “segreto, segretissimo, riservato, riservatissimo”. Tutto cancellato? Tutto finito? Lo speriamo per poter festeggiare questo 69° anniversario della liberazione in maniera nuova, in maniera vera. Se così non fosse sarebbe un’ulteriore beffa nei confronti dei familiari delle vittime di questi episodi che hanno infangato la storia italiana. Se così non fosse indignati, arrabbiati, non ci resta che urlare ancora una volta, magari più forte, VERGOGNA!

“La giustizia vuole la punizione del crimine perché non si ripeta; la testimonianza vuole che il crimine sia saputo perché il mondo conosca se stesso; la misericordia vuole che siano riconosciute le vittime e quando c’è, il pentimento” – Stefano Levi della Torre

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