La Fifa, al corrente del triste fatto di cronaca, ha però escluso che questi avvenimenti abbiano esiti negativi sulla sicurezza predisposta per i Mondiali di calcio, che si apriranno a Rio, il 12 giugno; e il segretario generale Jerome Valcke, ha assicurato che i mondiali non sono a rischio.

A Rio de Janeiro, si sono verificati nuovi scontri tra la polizia e la folla. La dura reazione delle forze dell’ordine, è scattata dopo i funerali del ballerino Douglas Rafael da Silva Pereira, un uomo di 25 anni, ucciso brutalmente a suon di botte nei giorni scorsi, da un gruppo di agenti, che lo aveva scambiato per un narcotrafficante. Le contestazioni che poi sono degenerate in rivolta, sono partite da un gruppo di 400 persone, radunatesi nei pressi del cimitero di Sao Joao Batista, dove il ballerino è stato sepolto. La presenza di numerosi agenti alla veglia di preghiera, ha infastidito i presenti, prima fra tutti la madre del giovane. Già vi erano stati altri scontri subito dopo la morte del ballerino ed un disabile mentale ventisettenne, era morto per un colpo di pistola. L’ultimo atto, si è concluso dopo i funerali di da Silva Pereira, quando una trentina di persone che ritornavano dal funerale, si sono scatenate contro la polizia. Gli agenti hanno quindi usato i gas lacrimogeni per disperdere la folla.

La Fifa, al corrente del triste fatto di cronaca, ha però escluso che questi avvenimenti abbiano esiti negativi sulla sicurezza predisposta per i Mondiali di calcio, che si apriranno a Rio, il 12 giugno; e il segretario generale Jerome Valcke, ha assicurato che i mondiali non sono a rischio. Ma i problemi che accompagnano i mondiali brasiliani, purtroppo non sono solo questi. Anzitutto, molte delle strutture che ospiteranno le partite, non sono state ancora ultimate: lo stadio Itaquerao, che dovrebbe ospitare la partita d’apertura tra Brasile e Croazia, non è pronto; le infrastrutture non sono complete, la viabilità è un caos e si sono registrate molte morti nei cantieri, oggi salite a 8. Si lavora senza sosta, e si corre contro il tempo perché il calendario non può essere modificato. Senza dimenticare che gli investimenti fatti, sono dell’ordine di milioni di euro. Nonostante, le assicurazioni della Fifa, che è certa della consegna dei lavori entro fine maggio, i poblemi insistono anche nel giro impressionante di affari che i mondiali attirano. La stessa Fifa ha lanciato l’allarme sulle scommesse clandestine e i gruppi d’investigazione, lavorano a ritmi serrati per evitare che vi siano problemi sul regolare svolgersi delle gare e sulla certezza dei risultati.

Il Brasile, è un paese in ripresa economica e la disputa dei mondiali, è un affare d’oro per gli speculatori. Qui, convivono bacini di ricchezza e lusso assoluti, con immense sacche di povertà e corruzione negli angoli della stessa città. Tra i fenomeni più evidenti, ci sono appalti contestati per la costruzione delle opere e l’aumento spropositato dei prezzi. Il governo brasiliano ha già speso 15 miliardi di dollari, che sono stati stornati dai servizi sanitari, dalle scuole, sino alle infrastrutture pubbliche. Le proteste della popolazione sono quotidiane e la tensione, è destinata a crescere con l’avvicinarsi all’inizio delle gare. Il governo, inoltre, ha speso la somma di più di un miliardo di euro per rafforzare la sicurezza, con il pretesto della lotta al terrorismo e dei disordini urbani. Un esempio: degli occhiali dati in dotazione agli agenti, con mini-telecamere che possono analizzare fino a 400 volti al secondo, e confrontarle con i database di oltre 13 milioni di persone ritenute pericolose. L’interesse è quello primario di proteggere i turisti facoltosi, che spendono cifre vertiginose. Ma le associazioni che si occupano della tutela dei minori e dell’infanzia, hanno a loro volta chiesto, chi si occuperà della protezione dei bambini e dei ragazzi, vittime del turismo sessuale, pratica diffusa ed in crescita. Il turista va accontentato durante il proprio soggiorno e le telecamere in questo caso, non osserveranno le zone fuori dagli stadi, gli angoli delle strade e le fermate dei bus, dove si potrà scegliere tra piccoli e piccole in vendita. L’aberrante fenomeno ha delle cifre impressionanti: solo nel 2012, quasi mezzo milione di minori è stato introdotto sul mercato della prostituzione minorile e durante i mondiali, il numero aumenterà notevolmente. Sono ragazzini che provengono dalle città di latta, che crescono come pietose realtà di dolore umano, vicino ai grattaceli. Qui, si fa qualsiasi cosa pur di sopravvivere e la criminalità organizzata ha l’humus giusto per far fiorire gli affari, sfruttando la miseria e l’ansia di riscatto di questi poveri cristi. I complici si trovano nel cuore del benessere: sono gli albergatori ed i tassisti, che per guadagno promettono squallidi paradisi del sesso, a perversi turisti che bramano una finta felicità.

[Foto independent.ie]

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