Anniversario 25 Aprile 660x330

Nel 69° anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo rivivono le parole dell’ex Presidente della Repubblica Sandro Pertini, in quel periodo partigiano della Resistenza, che la mattina del 25 aprile a Milano annunciava alla popolazione l’insurrezione generale: “Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l’occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire”. Una dichiarazione scolpita nelle pagine di storia del nostro Paese, forse un po’ sbiadite nell’epoca contemporanea dove tutto scorre con grande velocità. A cercare di rinnovare quest’evento fondamentale per la nascita della Repubblica italiana, c’ha pensato il Presidente del consiglio Matteo Renzi, che di buona mattina ha twittato: “Un grazie ai ribelli di allora. Scorrono i loro nomi: Silvano, Eda, Giorgio, Liliana, Elia e tanti altri. Viva l’Italia libera” e ha lanciato l’hashtag #unamattina che richiama la celebre canzone antifascista “Bella ciao”.

Tra gli eventi della giornata spicca, per il grande pubblico, la proiezione in 70 sale italiane del film restaurato “Roma città aperta” di Rossellini, girato nel 1945.

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Le varie manifestazioni di piazza si svolgeranno da nord a sud, ma occorre menzionare quella per le vie di Roma dove, come da consuetudine, sfilerà anche la Brigata ebraica tra il corteo per ricordare la Liberazione. Gli ebrei italiani, com’è noto, si schierarono in prima fila contro la dittatura fascista e l’occupazione nazista e oggi, in un articolo sul quotidiano torinese La Stampa, il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici ha sottolineato l’importanza di questa festività. Un 25 aprile, dal punto di vista di Pacifici, diverso da quello degli altri anni. “Accoglieremo il giorno della Liberazione con maggiore cautela e profonda riflessione. Ci troviamo di fronte a una terribile domanda: l’Italia liberata, l’Europa rinata dalle ceneri di Auschwitz ha sconfitto i nazisti, ma ha debellato il nazifascismo? Non possiamo più rinviare il confronto con la realtà”. Una domanda calzante con l’attualità e soprattutto se si considera la diffusione di movimenti di estrema destra in giro per l’Europa. Da Jobbik in Ungheria ai Democratici svedesi fino all’Ukip in Gran Bretagna e il Partito per la libertà in Olanda, per non parlare del Front national di Marine Le Pen. La lista è lunga e per tale motivo, avverte Pacifici, “questi movimenti hanno singolarmente un peso più o meno contenuto anche se ormai in aumento all’interno di alcuni Paesi membri dell’Ue. Ma uniti possono gravare sulle future scelte di Bruxelles. Il pericolo di risvegliarci in un Parlamento macchiato da camicie brune è reale”.

Un rischio, sostiene Pacifici, che anche l’Italia rischia di correre. “Alcuni esponenti del mondo della politica – afferma il presidente della comunità ebraica di Roma – sono oggi irresponsabili fomentatori di odi antichi e rispolverano vecchi stereotipi. Sono da condannare nettamente le parole di Beppe Grillo quando associa gli ebrei alle lobby delle banche o fa un uso spregiudicato dei simboli della Shoàh al pari di quelle forze xenofobe. Nonostante ciò sarebbe un errore associarlo alla galassia nera”. Tra ricordo del passato e possibili pericoli per il futuro, si inserisce il solito omaggio al Milite ignoto a piazza Venezia da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con il ministro della difesa e il comandante militare della Capitale. Oltre a questa manifestazione rituale, in una giornata del genere a Roma ci sarà anche la possibilità di percorrere tre itinerari su altrettanti luoghi drammatici e simbolo della Resistenza. Si tratta di Porta San Paolo, la Garbatella e il percorso dalla centrale Montemartini al Ponte di Ferro, per ricordare l’eccidio del ponte dell’industria del 7 aprile 1944, quando i nazifascisti, per rappresaglia contro l’assalto al forno Tesei che li riforniva, fucilarono dieci donne disarmate.

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