Palestina. Storica intesa Hamas-Olp

Ieri, in conferenza stampa, i leader di Hamas e dell’Olp, che si erano riuniti a Gaza, hanno comunicato l’esito positivo dei colloqui di riconciliazione nazionale. L’accordo siglato, di portata storica, ha di fatto posto termine al conflitto “inter-palestinese”. I sette anni di lotte intestine e tensioni tra le due parti, hanno ricevuto la chiusura finale, ed il Primo Ministro di Gaza, Ismail Haniyah, ha dichiarato che entrambe le delegazioni hanno lavorato in piena sinergia. Al Presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, è stato affidato l’incarico di fissare la data per le prossime elezioni legislative e presidenziali. Da parte del leader di Fatah, Azzam al-Ahmad, è stata espressa la chiara intenzione di non riprendere i negoziati di pace con Israele, se non vi saranno delle linee guida chiare.
Israele, appresa la notizia della sigla dell’accordo, ha reagito immediatamente, cancellando gli incontri di pace. Ciò è accaduto a seguito di una riunione, durata sei ore, convocata dal Premier Benyamin Netanyahu, dove oltre alla sospensione dei colloqui con i palestinesi, sono state decise le sanzioni economiche contro l’Anp. L’intenzione è evidente: Israele non intende trattare con un governo che ha come interlocutore, Hamas, l’organizzazione terroristica che proclama la distruzione dello stato ebraico; organizzazione che ha lanciato contro Israele 10 mila missili e razzi. Netanyau ha dichiarato, che “chi sceglie il terrorismo di Hamas, non vuole la pace”. Anche il Ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, – esponente tra l’altro, della destra nazionalista radicale – ha lanciato strali contro Abu Mazen, il Presidente palestinese, accusandolo di praticare un “terrorismo politico” e di attuare una politica di “non pace e non guerra”, per il fatto d’esser riottoso nel prendere impegni validi e vincolanti.

Invece, secondo quanto riferito all’ANSA, dall’esponente dell’Olp Hanan Ashrawh, “governo di unità nazionale e negoziati non sono in antitesi: anzi, la nostra posizione sarebbe rafforzata perché ci presenteremmo al tavolo delle trattative come un blocco unico e compatto”.

L’accordo inter-palestinese, avrebbe tra i suoi obbiettivi, quello della formazione di un “governo di consenso nazionale” con esperti e il sostegno di laici di al-Fatah, e degli islamici di Hamas. La Ashrawh ha ribadito, che è prioritario “il benessere del popolo palestinese” e la politica israeliana al contrario, attua il solito sabotaggio per impedire “un accordo di pace giusto e duraturo”.

E proprio, ieri, mentre si stava svolgendo la conferenza stampa, c’è stato un attacco nel nord della Striscia di Gaza ad opera di una aereo militare israeliano, che ha causato tre feriti da parte palestinese. Il raid è stato inteso, come la negazione degli accordi palestinesi da parte di Israele, e l’intenzione dello stato ebraico, di riportare l’attenzione sulle forze di sicurezza di cui Hamas dispone a Gaza: uomini ben addestrati ed armati con un arsenale di armi sofisticate, tra cui armi a lunga gittata; che insieme alle forze di sicurezza paramilitare di cui dispone Abu Mazen in Cisgiordania, non fanno dormire sonni tranquilli agli israeliani.

Gli Stati Uniti, naturalmente, sollecitati da Israele, hanno mostrato serie perplessità sull’efficacia dell’accordo palestinese, e si sono detti molto preoccupati, visti anche gli attuali scenari di crisi ovvero, la guerra civile siriana e quella ucraina.

[Foto Reuters]

© Riproduzione Riservata

Commenti