Sicilia, proseguono gli sbarchi dei migranti 660x330

Non conoscono sosta gli sbarchi di migranti sulle coste siciliane. In queste ore, infatti, nei pressi di Pozzallo, in provincia di Ragusa, sono sbarcati 600 persone e ne sono attese altre 818. La maggior parte provengono dalla Siria, ormai teatro di una vera e propria guerra civile. I continui arrivi nella regione siciliana hanno messo a dura prova il funzionamento del centro di Pozzallo, ormai saturo e in difficoltà nell’accogliere altri profughi in cerca di una nuova vita. Con l’arrivo del bel tempo il canale di Sicilia è sempre più affollato di “disperati” che vogliono attraccare in porti più sicuri. Questo continuo flusso, però, rischia di far esplodere una situazione ormai insostenibile per la sola Sicilia. La matematica non è un’opinione e numericamente l’isola non può farsi carico da sola e senza l’aiuto dell’Unione europea di una marea umana in continuo arrivo. Non siamo neanche in estate e già è allarme. Pensare a quello che potrebbe accadere da qui a un mese fa venire i brividi e rimanda alla memoria la tragedia che ultimamente ha colpito Lampedusa.

Gli ultimi profughi sono stati soccorsi a sud di Lampedusa dalla fregata Espero e dal pattuglione Cassiopea della Marina militare, mentre nei giorni scorsi, si apprende da un comunicato stampa trasmesso dalla Marina militare, erano stati recuperati nell’operazione “Mare nostrum” ben 257 migranti tra cui 31 donne e 18 minori. La maggior parte di loro sono stati condotti nella struttura di accoglienza di Pozzallo, che attualmente è quasi al completo. Il caldo e l’eccessivo numero di ospiti potrebbero far esplodere la situazione nel Cspa della provincia di Ragusa. L’allerta è massima e il governo, tramite il ministro della difesa Pinotti, si è rivolto direttamente all’Unione europea: “È sbagliato lasciare solo all’Italia l’alto costo del flusso in crescita di clandestini. Non è giusto. Se è un problema europeo, non si può pensare che sia solo l’Italia a farsene carico nel Mediterraneo. Mare Nostrum dà soccorso e sicurezza, l’Europa non scarichi i costi solo sull’Italia. Frontex stanzia complessivamente 7 milioni e noi, solo in un mese, ne spendiamo 9 per Mare Nostrum”.

Già, un problema europeo. Il mar Mediterraneo è ormai frontiera di morte e non di speranza o scambi commerciali ed economici. Nel mezzo di questo cimitero a cielo aperto si trova la Sicilia, che rischia di essere travolta da una situazione molto più grande di lei e di tutta l’Italia. Le primavere arabe, la questione siriana, la continua crisi delle regioni africane e altre tensioni pronte a esplodere da un mese all’altro, potrebbero rendere questo flusso perenne. È ovvio che l’Italia non può risolvere il problema dei viaggi dei migranti. Serve una ricetta europea. Trovare un punto in comune e muoversi in quella direzione e non sventolare la bandiera dell’Unione solo quando conviene a qualcuno. Occorre agire e in fretta. Le imminenti elezioni europee del 25 maggio possono essere un’opportunità per affrontare in breve tempo il tema dei migranti. L’attualità, del resto, non lascia scampo ad ulteriori rinvii. Se il 2013 ha portato sulle coste siciliane 2.500 persone, in appena quattro mesi dall’inizio del nuovo anno sono già 21 mila i profughi arrivati in Italia. Una sproporzione che rischia di abbattere il record del 2011. Occorre, proprio per questo motivo, agire per il bene di chi arriva e di chi già si trova in Italia.

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