Pasqua a Gerusalemme, la Città Santa

Gerusalemme, la Città di Dio, Luogo Santo per eccellenza, che richiama ogni anno migliaia di pellegrini, è la culla delle tre religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo.

Un autentico Ombelico del Mondo, carico di significati simbolici legati al divino. Ieri, si è svolta per i cristiani la Via Crucis lungo la Via Dolorosa, sino alla deposizione delle spoglie del Cristo presso il Sepolcro, evento unico nella Chiesa di Gerusalemme, che rievoca il rito antico.

Ma quest’anno le festività pasquali hanno maggior enfasi, dato che in concomitanza alla Pasqua cristiana si festeggia anche quella ebraica, che dal 15 al 22 aprile, celebra la liberazione dalla schiavitù d’Egitto. Mentre gli ebrei sono già in Pessach, la Pasqua cristiana avrà il suo culmine Domenica 20 aprile. In questi giorni, i vicoli della “Città Vecchia” pullulano di fedeli e pellegrini ed una babele di lingue si mescola nell’aria agli odori delle spezie, confondendo la mente dei visitatori. Muoversi con i mezzi è un’impresa degna di Indiana Jones, soprattutto dal momento in cui, gli israeliani hanno posto nuove restrizioni con il rafforzamento della rete di sicurezza e la chiusura dei varchi d’accesso ai territori occupati dai palestinesi. Ma riuscire a raggiungere il Monte del Tempio e il Santo Sepolcro, ripagano ampiamente del sacrificio.

In questi giorni di festa, le polemiche non sono mancate, giunte da parte palestinese cristiana. Secondo quanto riferito, i palestinesi cristiani hanno il timore che si possano ripetere le violenze della polizia, in reazione alle restrizioni, come l’anno passato.

I palestinesi cristiani, che si definiscono, “gli abitanti indigeni” del territorio, chiedono libertà di culto, e lamentano la mancanza di libero movimento per arrivare al Santo Sepolcro. Denunciano anche che negli ultimi anni, la polizia israeliana ha favorito l’ingresso dei pellegrini cristiani stranieri, impedendo quello ai cristiani palestinesi. Attorno alla Città vecchia di Gerusalemme, vi sarebbero molti, troppi, posti di blocco e qualcuno, denuncia che esiste una forma di persecuzione molto alta contro musulmani e cristiani. Lo stesso l’ambasciatore palestinese della Santa Sede, Issa Kassissieh, ha confermato che vi è una “politica sistematica” per sfavorire il culto cristiano, intensificatasi negli ultimi  tre anni.

Il Dipartimento di Stato degli USA, in un rapporto del 2012, ha sottolineato che “le chiusure severe e i coprifuochi imposti dal governo israeliano hanno influito negativamente sulla possibilità dei residenti di praticare la propria religione nei luoghi santi, incluse la Basilica del Santo Sepolcro e la Moschea di al-Aqsa a Gerusalemme, così come la Basilica della Natività a Betlemme”. Secondo le fonti, si tratta del tentativo di “ebraicizzare” Gerusalemme. Tale politica prevede anche il divieto di costruire e risiedere a lungo termine in città, per i palestinesi, ma consente l’edificazione di case coloniali per gli ebrei, al fine di favorire una rimodulazione demografica in favore di questi ultimi.

Ma già dal 1967, quando gli israeliani occuparono la Gerusalemme Orientale, la Città Santa è stata separata dalla circostante Cisgiordania Palestinese, con il rilascio di permessi per poter accedere a Gerusalemme, i check-point e la barriera di separazione, che hanno di fatto dilatato la distanza tra la città e l’entroterra. Migliaia di palestinesi sono stati costretti a lasciare la loro città, ma i leader cristiani palestinesi sono motivati a difendere la loro presenza e la loro libertà di culto.

Le celebrazioni pasquali oramai giunte al culmine, sembra che si stiano svolgendo all’insegna della pace e della preghiera, in una terra, che seppur viene definita “Santa”, spesso è macchiata del sangue di innocenti.

La verità è che Gerusalemme, non potrà mai esser solo “ebrea”, perché la sua essenza pur sorgendo dal seme giudaico, si è forgiata nella differenza delle grandi religioni.

Essa, al contrario, dovrebbe esser protetta e tutelata per i valori che trasmette a milioni di persone nel mondo. Gerusalemme è la “Città di Dio” perché qui risiede la risposta di Dio al cuore di ciascun individuo. Gerusalemme è Luogo Magico perché la parola di Dio si esprime nella Differenza.

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