Kim Jong-un.

La Corea del Nord, si è posta nuovamente all’attenzione dell’informazione internazionale, a causa di un incidente diplomatico il cui responsabile è un cittadino del Regno Unito. Si è trattato di un gesto audace e spavaldo da parte di un barbiere londinese, Mo Nabbach, titolare della M&M Hair Academy di South Ealing. L’incauto coiffeur ha affisso un poster nell’esercizio commerciale di sua proprietà, che ritraeva il giovane dittatore nordcoreano Kim Jong-un con la scritta “Giornata dai capelli orribili? Per tutto il mese di aprile sconto del 15% sul taglio uomo”. La crisi è esplosa perché due diplomatici nordcoreani entrati nel salone, hanno intimato al barbiere di togliere il poster incriminato, poiché irriguardoso verso il loro leader. L’imprenditore ha fatto denuncia presso le autorità competenti ma subito c’è stata la reazione dell’ambasciata nordcoreana, che si trova poco distante dal salone. La Polizia londinese, ricevute le denunce da entrambe le parti, ha però dichiarato che non è ravvisabile alcun crimine. Una trovata promozionale per incentivare gli affari, si è così trasformata in un incubo per il barbiere. L’uomo da quel momento, si è sentito minacciato dall’accanimento nei suoi confronti. Ma la capigliatura di Kim Jong-un è stata al centro del dibattito nel suo paese, non solo nel passato, ma anche di recente, quando agli studenti nordcoreani, è stato “suggerito” di scegliere tra tre o quattro diversi tagli di capelli, che traggono ispirazione dal look del dittatore.

Uno strano ragazzo, Kim Jong-un, il preferito di papà Kim Jong II, scomparso lo scorso anno. Un giovane problematico per il suo paese e per le grandi potenze, tra cui l’alleata Cina. Questo trentenne, ama il basket ed è stato immortalato in foto, seduto vicino a Dennis Rodman, ex star del basket statunitense, mentre seguivano una partita. Ha studiato in una prestigiosa scuola svizzera e dunque, suo malgrado, si è formato alla luce della cultura occidentale. La sua, è stata un’adolescenza, piegata alla volontà paterna che l’ha guidato anche nella scelta della moglie.

Kim Jong II, vedeva nel ragazzo, una naturale inclinazione al comando ma doveva prepararlo bene al ruolo che avrebbe ricoperto. La conoscenza dei costumi occidentali, era il primo passo per acquisire consapevolezza sulle debolezze dell’Occidente e tenerle lontane dal regno. Il “piccolo generale” come amava chiamarlo il suo papà, aveva già il destino confezionato e concedersi una innocua trasgressione come il basket, era un risarcimento minimo al sacrificio fatto per la “Ragion di Stato”.

Kim Jong-un è stato da poco riconfermato presidente con un’affluenza alle urne del 100%, nessun voto contrario; un plebiscito. I media governativi hanno dato notizia della gioia espressa dagli elettori che hanno anche intonato canti, in suo onore!

Devozione e fedeltà assoluta, questi gli ingredienti per tenere sotto controllo ed ordinata la società nordcoreana. Le voci di dissenso quando si levano a gridare la censura, le violenze delle purghe di chi è processato e giustiziato come traditore, vengono messe a tacere, mentre il leader sorride felice alle parate militari.

Anche sullo scacchiere internazionale, la Corea del Nord ha dato filo da torcere alle democrazie occidentali, sia per l’avversione contro i costumi dati dal capitalismo, sia per via delle continue manovre militari rivolte verso la Corea del Sud filo-occidentale.

Kim Jong-un ha ereditato dal padre il pacchetto completo, tra cui il braccio di ferro continuo con gli Stati Uniti. Da un recente dossier di Vincent Pry, direttore esecutivo per la Sicurezza a Washington, esiste una relazione del governo americano, tenuta segreta per molto tempo, in cui si denuncia un possibile attacco nucleare ad impulsi elettromagnetici con un  razzo Unha-3. Il razzo nordcoreano, un’arma in grado di metter fuori uso i dispositivi elettrici, sorvolando i cieli sopra il Polo Sud, non potrebbe esser fermato dalle difese missilistiche americane. L’intero sistema delle comunicazioni, dell’economia e della difesa statunitense verrebbe messo in ginocchio. L’unica soluzione, sarebbe quella di distruggere il razzo sulla rampa di lancio. Addirittura, secondo l’esperto della casa Bianca, nel 2013, ci sono state delle esercitazioni su campo, in cui la Corea del Nord avrebbe condotto un attacco di questo tipo, sul territorio americano, in un periodo di forte tensione tra i due Paesi. A seguire, la Corea avrebbe diffuso un video in cui simulava un attacco nucleare su Washington. Le dichiarazioni di Pry non hanno avuto la replica del Dipartimento di Sicurezza Nazionale, ma non sono giunte neanche le smentite.

L’ONU, da parte sua, si è più volte espressa per condannare gli esperimenti ed i lanci di missili nordcoreani, ma Kim Jong-un ha mantenuto una linea dura nei confronti degli Stati Uniti e della Corea del Sud, che effettuano manovre militari minacciando la Corea del Nord.

Le Nazioni Unite accusano Kim Jong-un ed il suo governo di crimini contro l’umanità, paragonati a quelli del regime nazista, dell’apartheid e degli Kmer rossi. Il 17 febbraio scorso, dai giuristi ONU è stata stilata una lista dettagliata per crimini contro l’umanità su larga scala. Michael Kirby, presidente della commissione di inchiesta ONU, ha così dichiarato: “È nostro dovere affrontare le violazioni dei diritti dell’uomo e i crimini contro l’umanità perpetrati nella Repubblica Popolare di Corea. Siamo nel 21° secolo e ci troviamo di fronte ad un altro flagello vergognoso che tocca il mondo di oggi. Non possiamo più permetterci di vederlo”.

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