Lo spot elettorale che Berlusconi sognava

Adesso è ufficiale. Il Tribunale di sorveglianza di Milano ha confermato che Silvio Berlusconi andrà ai servizi sociali per un anno. L’ex premier deve scontare la condanna per il processo Mediaset e lavorerà a Cesano Boscone (Milano) alla Fondazione Sacra Famiglia in un centro per anziani. In virtù del condono si recherà nella struttura una volta a settimana per 4 ore consecutive. Questo non gli vieterà di recarsi a Roma per la sua attività politica e per partecipare attivamente alla campagna elettorale in vista delle elezioni europee del 25 maggio. I legali del fondatore di Forza Italia hanno espresso una “moderata soddisfazione”, mentre il primo cittadino di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo, si definisce “contento dal lato umano”, perché Berlusconi “troverà un ambiente accogliente. La Fondazione è una nostra eccellenza”. Si conclude, in maniera abbastanza ironica, una vicenda che ormai si trascinava da troppo tempo. Un finale da commedia italiana. Un anziano e potente politico con la passione delle giovani donne e di festini sexy, si trova oggi a dover svolgere un servizio a delle persone in età avanzata.

Forse è uno dei suoi incubi maggiori. Per chi ha sempre cercato , nel corso della vita, di illudersi di poter aggirare il trascorrere del tempo con “aiutini” della chirurgia estetica e per chi ha fatto della bellezza un tema centrale e comunicativo fondamentale, può essere un duro colpo. Però, non tutti i mali vengono per nuocere. L’impegno forzato di Berlusconi alla Fondazione nei pressi di Milano, potrebbe essere quello che il protagonista principale della vita politica italiana degli ultimi vent’anni cercava. In un momento storico in cui il progetto di ri-fondare Forza Italia sta incontrando grosse difficoltà, la nuova figura del partito Giovanni Toti si fa sorprendere in fuori onda imbarazzanti con Mariastella Gelmini, sui territori molti esponenti abbandonano la nave e approdano sulla scialuppe di salvataggio di Angelino Alfano e i sondaggi danno in continua perdita il movimento, questa condanna è l’unica cosa buona che è successa a Silvio Berlusconi nell’ultimo periodo. Il mago della comunicazione potrebbe spostare a suo favore la punizione inflittagli e in un frenetico mese di campagna elettorale, mostrarsi con gente più sfortunata di lui sarebbe uno spot elettorale gratuito.

Senza accorgersene, il fondatore di Mediaset, tornerebbe su quelle gigantografie pubblicitarie di fine anni ’90 in cui si faceva ritrarre con “l’italiano medio” e prometteva qualsiasi cosa. La ricetta migliore per far tornare a crescere la propria popolarità e di conseguenza quella di Forza Italia. Del resto, sperare che Berlusconi alla sua età, 77 anni, e con la situazione del sovraffollamento dei penitenziari italiani, andasse in carcere, era pura utopia. L’aspetto chiave, invece, di tutta questa vicenda è la maturità della giustizia italiana, riuscita a raggiungere con le proprie sentenze anche l’uomo più potente del Paese e nello stesso tempo mantenere quel precario equilibrio di pax politica, che dovrebbe essere nei prossimi mesi la base fondante per avviare quelle riforme costituzionali necessarie all’Italia. I sostenitori dell’ex Presidente del consiglio, infatti, in virtù della sentenza non potranno mettere in scena manifestazioni melodrammatiche, ma dovranno limitarsi ad assistere al nuovo impegno del loro punto di riferimento che a Cesano Boscone potrà dedicarsi anche a delle sue grandi passioni: allietare il pubblico, come faceva sulle navi da crociera, e raccontare barzellette e storielle spensierate. Chissà se quest’esperienza lo convincerà che, alla sua età, è meglio dedicarsi ad altro e abbandonare il campo politico.

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