Ucraina cresce la tensione, guerra civile alle porte 660x330

All’indomani del colloquio telefonico tra Obama e Putin, in Ucraina lo scontro tra Kiev e filorussi non accenna a diminuire. Ieri, il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto a Vladimir Putin di usare la propria influenza su Kiev, per evitare atti di forza e spargimento di sangue, a seguito dell’occupazione dei palazzi governativi nell’est russofono da parte dei miliziani filorussi. Putin da parte sua, ha detto che questa crisi, non è imputabile a Mosca ma all’incapacità di Kiev di avere a cuore le esigenze dei russi e dei russofoni. Obama ha precisato che la via della distensione potrebbe esser raggiunta dal ritiro delle truppe russe ammassate al confine con l’Ucraina; i rilievi delle immagini satellitari, hanno attestato la presenza di 35mila-40mila militari. I due capi di Stato, si sono lasciati con l’accordo di trovare la giusta soluzione diplomatica ed un vertice è stato concordato per il 17 aprile a Ginevra, alla presenza di Kiev e L’Ue.

Ma con le allarmanti notizie odierne, esiste la reale possibilità che l’incontro salti, dato che il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, in visita in Cina, ha affermato: “L’uso della forza nel sud-est ucraino annullerà l’occasione offerta dalla riunione quadripartita a Ginevra prevista dopodomani tra USA, Russia, Ucraina e Ue. Non si possono inviare i carri armati e nello stesso tempo tenere un dialogo”. Nuovi scontri, infatti, si sono verificati a Sloviansk, nella regione di Donetsk, ed i militari di Kiev hanno ripreso il controllo dell’aeroporto di Kramatorsk, nella zona orientale del Paese. Ci sono stati 4 morti filorussi e due feriti. Turcinov, presidente ad interim, in una seduta del parlamento ucraino ha annunciato che si tratta della prima di una serie di operazioni per attuare la completa liberazione degli luoghi e degli edifici occupati dai filorussi nell’intero territorio ucraino.

In Ucraina, la guerra civile è alle porte, e Mosca deve fare la sua parte per il raggiungimento di un accordo; anche l’ONU vuole risposte immediate e l’ha ribadito in una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza, svoltasi a New York. Se Medved, primo ministro russo, ha espresso le sue preoccupazioni sull’alto rischio di una guerra civile, l’accusa che proviene dall’ambasciatrice americana Samantha Power, è prima di tutto quella della presenza nell’est dell’Ucraina, non di manifestanti ma di mercenari e soldati addestrati alla guerra ed accusa Mosca di diffondere “notizie da fiction”, mentre a farne le spese, è la popolazione. Secondo la Power sarà l’Ucraina a determinare il suo il futuro. Di certo, il disappunto degli Stati Uniti, è cresciuto anche per via del gesto provocatorio, verificatosi sabato scorso, dove per 90 minuti, un caccia russo volando a bassa quota, quasi sul livello dell’acqua, ha sfiorato la nave da guerra americana, “Donald Cook”, in acque internazionali. Non si sono registrati incidenti ma da parte americana sono stati messi in discussione il rispetto dei protocolli e degli accordi internazionali. L’aereo russo, ha sorvolato la nave USA per ben 12 volte. Frattanto, in queste ore, Serghiei Taruta, governatore di Donetsk, ha dato l’annuncio dell’introduzione del regime antiterrorismo, qualora i filorussi non accetteranno l’ultimatum di Kiev ad abbadonare gli edifici occupati in Ucraina dell’est.

© Riproduzione Riservata

Commenti