Kansas. Killer neonazista colpisce in due centri ebraici

Sembra vi siano motivi di odio razziale, alla base del folle gesto di un uomo di circa settant’anni, che qualche giorno fa, ha seminato terrore e morte in due centri ebraici del Kansas. Le vittime decedute dichiarate, sono tre. A queste, si aggiunge un ragazzo di 14 anni, gravemente ferito e ricoverato all’ospedale di Overland Park, periferia di Kansas City, in Missouri. Il primo luogo dove ha colpito il killer, è all’interno del Jewish Comunity Center dove si è registrata anche la prima vittima. La seconda, è stata freddata nel parcheggio, mentre l’ultima, proveniva dal villaggio ebraico Shalom; si trattava di un disabile. Nel luogo scelto dal killer, si trova anche il Lewis and Shirley White Theatre dove si stavano tenendo le audizioni per il concorso Kc – Kansas City Superstar – riservato agli adolescenti, alla presenza di numerosi genitori, che sostenevano i loro figli. In quel momento, all’interno della struttura c’erano 75 persone. Quando l’uomo è stato arrestato, armato di pistola, in una scuola elementare poco distante, urlava “Heil Hitler” e diversi testimoni hanno dichiarato che prima di far fuoco, abbia chiesto ai presenti se fossero ebrei.

Le comunità ebraiche presenti negli Stati Uniti, e quelle di tutto il mondo, hanno mostrato grande apprensione per i tragici avvenimenti del Kansas, nel periodo in cui si preparano a festeggiare Pesach, la Pasqua Ebraica, che quest’anno cade tra il 15 ed il 22 aprile. È evidente che ci si trovi innanzi a fenomeni di matrice neonazista da non sottovalutare, anche se l’uomo ha agito da solo. Il Presidente Barack Obama, ha espresso le sue condoglianze ai congiunti e ha dato mandato, alle agenzie federali ed alle forze di polizia locali e statali, di approfondire le indagini per risalire a possibili gruppi neonazisti coinvolti.
Obama, non può certo ignorare il peso elettorale ed economico delle comunità ebraiche statunitensi, in un paese costruito da differenti razze ed etnie, che ancora oggi, fa i conti con la libertà di realizzare “il sogno americano” e l’insofferenza nei confronti di chi, non viene considerato un americano puro. Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, si è detto sconvolto dall’assassinio avvenuto nei due centri ebraici americani ed ha così dichiarato: “è un atto che ci lascia con le lacrime agli occhi per le morti dei nostri fratelli e per la rabbia contro chi ancora oggi propaga odio”. Pacifici ha puntato l’attenzione sui fenomeni neonazisti in America ed in Europa, che sono tutt’altro che scomparsi e che rischiano di ricevere nuovo impulso anche da governi legati alla destra estrema.

I rigurgiti neonazisti hanno caratterizzato la storia americana ma oggi, con la crisi che gli States hanno vissuto e che ancora non è finita; gli immigrati che pressano alle frontiere, la forza espressa dalle comunità ebraiche ma anche da quelle afro ed ispaniche, il malcontento è cresciuto. E dunque, nel segno dato da quelle che prima erano delle minoranze ed ora, sono l’ossatura di uno stato, i maniaci della razza, leggono il pericolo per i “Veri” Americani.

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