Antisemita a 5 stelle 660x330

Niente di nuovo, purtroppo. L’ultimo post di Beppe Grillo sul suo blog è una vera e propria provocazione. Una mancanza di rispetto verso chi ha sofferto per la barbarie nazifascista nei campi di sterminio. Utilizzare la celebre poesia di Primo Levi e modificare l’immagine di Auschwitz, per parlare di obiettivi politici del suo movimento è l’ennesima volgarità nei confronti della storia della comunità ebraica italiana. Da quando esiste il blog, infatti, l’ex comico genovese non si è mai risparmiato con epiteti ed etichette nei confronti degli ebrei o Israele. Per carità, non è una novità. Grillo non fa altro che riprendere quell’antisemitismo, tanto a destra quanto a sinistra, che è stato triste protagonista nel corso del Novecento. Lo fa in modo imbarazzante e disarmante, mostrando tutta quella superficialità tipica di un qualunquista di altri tempi. Le sue parole, però, hanno provocato la reazione sdegnata del presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane Gattegna: “Infame provocazione, oscenità sulla quale non è possibile tacere”.

Difficile definire in maniera diversa il post di Grillo, ma come detto pocanzi il guru dei 5 stelle non è nuovo ad uscite antisemite. Dagli insulti a Gad Lerner che un po’ di tempo fa venne definito “verme ebreo” fino al paragonare gli ebrei di oggi alle Ss, la lista è lunga. Nel Movimento che fa del “gomblotto” uno dei pilastri della sua azione politica, in grado da sempre di attirare l’attenzione di molti italiani, è quasi scontato prendersela con il popolo più perseguitato della storia dell’umanità. L’ebreo, si sa, sta bene su tutto. In periodi di crisi economica può essere la valvola di sfogo per masse accecate da disoccupazione e povertà. Jean-Paul Sartre diceva che “l’antisemitismo non è una semplice opinione sugli ebrei, è una concezione del mondo”. Già, un idea ben precisa di tutto ciò che ci circonda che vede nell’ebreo un nemico per tutte le stagioni, qualcuno che in un modo o nell’altro sta dalla parte del potere o gestisce i poteri occulti. Una visione secolare coltivata soprattutto in epoca medievale, che fa fatica ad abbandonare la società contemporanea.

Nell’epoca in cui la comunicazione abbatte qualsiasi barriera, queste idee faticano a “passare di moda” e tengono in vita nel sottosuolo dell’odio il seme dell’antisemitismo. Beppe Grillo è figlio di questa cultura e le dichiarazioni presenti sul suo blog sono un testamento sin troppo lucido. “Se il mondo avesse la palle, Israele sarebbe già scomparsa da due decenni, e poi trasferiteli in qualche atollo nel Pacifico, dove non possono rompere le palle a nessuno”, “aveva ragione Tacito: razza odiosa del genere umano, dal genere umano odiata”, “secondo voi,gli ebrei del terzo millennio sono poi così tanto differenti dalle Ss”, “fosse per me prenderei a cannonate Israele da mattina a sera e gli farei rimpiangere i metodi usati dallo zio Adolf”. Dichiarazioni in linea con il pensiero del grande capo che sostiene come ci sia “una lobby ebraica che controlla il potere e Bin Laden non era tradotto bene. Me l’ha detto mio suocero”. Farneticazioni che qualcuno vorrebbe ricondurre ad una semplice critica alla politica israeliana, ma in realtà mostra una visione della realtà ben precisa. L’ebreo è il nemico, colui contro il quale scagliarsi quando si cavalca la superficialità e il pensiero debole. L’ebreo arriva facilmente allo stomaco della gente, mentre servirebbe una buona dose di razionalità per comprendere come le cose non stanno in questo modo e che le dicerie sugli ebrei sono solo luoghi comuni costruiti durante i secoli con un solo obiettivo: coltivare l’antisemitismo. Grillo lo sa che, esplicitamente o implicitamente, sta svolgendo questa vergognosa funzione?

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