Maduro, la rivolta del Venezuela e le prove di dialogo con l'opposizione 660x330

Dal Medio Oriente, all’Ucraina sino all’America Latina, il Mondo è acceso dalle rivolte contro i governi che restringono le libertà civili e stritolano le coscienze. Nel Venezuela guidato da Nicolàs Maduro, continuano a soffiare i venti della rivoluzione. Dal mese di febbraio di quest’anno, il paese sudamericano ha visto crescere l’ondata di protesta contro il sindacalista e successore di Chavez, a cui ha fatto seguito una dura risposta di repressione contro gli oppositori del regime. Il giorno che ha segnato l’inizio della rivolta è stato il 12 febbraio quando durante una marcia di protesta organizzata dagli studenti, è esplosa la violenza con scontri tra i manifestanti e le forze dell’ordine. In quegli scontri hanno perso la vita 3 persone e 23 sono state ferite. Il numero delle vittime è aumentato con il protrarsi della protesta e ad oggi sono 39 i morti accertati e 600 i feriti. Maduro ha dichiarato che trattandosi di sovversivi, era necessario adottare una linea di fermezza; ciò a difesa della legalità. Ed in nome della “giustizia” e della “lotta al fascismo” l’ex autista di Chavez, ha impedito che le informazioni su quanto stava accadendo, venissero diffuse dalla televisione e le voci di dissenso fossero messe a tacere.

In Venezuela, e nonostante anche molti dei media internazionali, non si siano occupati a fondo di questa nuova rivoluzione, le informazioni però sono state divulgate, con la collaborazione dei cittadini e con l’uso democratico e globale dei social network, che sono diventati il mezzo più efficace per combattere la censura. La situazione è rimasta incandescente per molto tempo, e l’opposizione anti-chavista, capitanata da Leopoldo Lopez, ha riorganizzato i gruppi di studenti per creare un’azione collettiva. Tuttavia, dopo giorni di latitanza, Lopez è stato costretto a consegnarsi alla polizia ed è a tutt’oggi detenuto con l’accusa di terrorismo e omicidio. Il dissenso comunque resta elevato e per mostrare l’azione di repressione contro la popolazione, è scesa in campo anche la modella Stefania Fernandez, la Miss Universo del 2009, la cui foto con il viso sporco e con una corda stretta al collo e la bocca imbavagliata, ha fatto il giro del Mondo.

La modella Stefania Fernandez, Miss Universo del 2009
La foto protesta della modella venezuelana Stefania Fernandez (Foto Daniel Bracci)

Non bisogna dimenticare inoltre, che tra le vittime delle guardie governative, ci è finita anche una fotografa italiana, Francesca Commissari, collaboratrice del giornale “El Nacional”. La Commisari, i primi di marzo, era stata arrestata mentre documentava gli scontri a Caracas, con lei quel giorno sono state arrestate altre 40 persone. La fotografa, per fortuna è stata rilasciata in tempi brevi e le accuse contro di lei sono state ritirate. Dopo poco tempo, però, c’è stato un nuovo annuncio da parte di Maduro dell’arresto di tre generali dell’aviazione militare, rei a suo dire, di aver pianificato un golpe contro di lui. Dichiarazione rilasciata, il 25 marzo scorso, giorno in cui erano in visita i ministri dell’Unasur – L’Unione delle Nazioni Sudamericane – e che ha visto, come ulteriore effetto speciale, l’arresto del sindaco di San Cristóbal, e la sua condanna ad un anno di carcere per non aver fermato le azioni dei rivoltosi. L’intento di Maduro è stato quello di mostrarsi una vittima della rivolta ma pur sempre disposto al dialogo con l’opposizione ed autentico paladino della difesa della democrazia.

E per dar nuova forza alle sue “buone intenzioni” di lotta contro gli attentatori dello stato, la parlamentare anti-chavista Maria Corina Machado, rischia ora di essere messa sotto inchiesta accusata di istigazione al delitto, dopo averle tolto “democraticamente” l’immunità parlamentare. Quest’ultimo atto, che ha ridestato le preoccupazioni della diplomazia internazionale, ha rimesso in discussione l’operato di Maduro e l’Unasur con i suoi ministri degli esteri, ha annunciato un incontro anche con l’opposizione per aver un quadro complessivo della situazione venezuelana. Tanto che lo stesso Maduro sarebbe già corso ai ripari, decidendo di incontrare – da quanto è emerso in queste ore da un’agenzia ANSA – e dopo la richiesta dei mediatori dell’Unasur, una delegazione dell’opposizione “per la pace, la democrazia e il Venezuela”. Infine Maduro, farà una specifica richiesta all’opposizione: quella di lavorare “per la pacificazione” e “per lo sviluppo economico”.

© Riproduzione Riservata

Commenti