Cefalù per la Giornata Mondiale della Terra 660x330

CEFALU’ – Spesso ci si domanda se la crisi economica abbia avviato le collettività verso nuovi percorsi, verso nuove teorie economiche quasi come se fosse una necessità quello di cambiare modello di riferimento. Dalla prima Rivoluzione Industriale ad oggi né il sistema capitalistico di tipi liberale né l’economicismo statalista di tipo comunista sono stati in grado di dar vita ad una società in equilibrio con l’ecosistema. Entrambi hanno volontariamente voluto rinunciare ad affrontare l’argomento delle contraddizioni della crescita illimitata delle merci rispetto alla limitatezza di risorse del nostro Pianeta.
Mi ricollego con questo al pensiero del noto economista francese Serge Latouche che con la sua “teoria della decrescita” ha fatto molto discutere.

Latousche ha messo in discussione la matematica equazione di sviluppo = progresso teorizzando la necessità di un dopo sviluppo che parta dall’uscita dal dominio dell’economia e da una rifondazione culturale fondata sulla limitazione dei bisogni, una “decrescita” per l’appunto ma sostenibile e serena. Nel mondo finanziario la “decrescita” è stata sempre uno slogan provocatorio per attirare l’attenzione sulla necessità di far diminuire le merci e far crescere i beni; ma una società che si lascia fagocitare dall’economia e che non ha più altra ragione di essere che la crescita all’infinito con una conseguente illimitata produzione di rifiuti, illimitato sfruttamento esasperato delle risorse, dell’inquinamento, avvelenamento dell’acqua e della terra, quanto sarà ancora compatibile con un Pianeta finito.

Pertanto Latousche offre un modello di prosperità senza crescita, che abbandonando il produttivismo sfrenato ricrei un economia dal volto più umano. Questo presuppone un’austerità, il senso del limite, certamente non imposto dai governi ma da scelte individuali che considerino più l’agricoltura sostenibile, vera custode di questo ecosistema e l’utilizzo di fonti alternative di energia rinnovabile come la strada da percorrere. Condivisibile o meno, la teoria della decrescita solleva il problema sulla produzione alimentare e della salvaguardia del Pianeta mettendo in gioco l’Earth Day Network, ONG internazionale che come ogni anno il 22 Aprile organizza “La Giornata Mondiale della Terra” (Earth Day).

La Giornata della Terra coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi ed oltre 20mila associazioni in tutto il mondo. Un avvenimento educativo ed informativo, come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l’inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, la scomparsa di biodiversità e l’esaurimento delle risorse non rinnovabili. Il principale partner italiano dell’Earth Day Network, è Earth Day Italia impegnata nella creazione di una importante piattaforma di comunicazione in grado di dare maggior risalto alla capacità di questo evento internazionale di attirare a sé tutti gli operatori culturali, economici ed istituzionali impegnati nella salvaguardia del Pianeta.

Cefalù, quest’anno ospiterà un parterre di neofiti ed aziende provenienti da tutte la parti della Sicilia. L’evento, articolato in dieci giornate, da sabato 12 a martedì 22 Aprile sarà coordinato dall’Arch. Salva Mancinelli, esperta di Green Economy, del Sindaco di Cefalù Rosario Lapunzina. Quest’anno si svolgerà dunque nella settimana di Pasqua prevedendo diversi appuntamenti ‘ecologici’ ma non solo: convegno su tematiche ecosostenibili, mercatino dell’artigianato e del riuso, mostre fotografiche (di cui una ‘multisensoriale’, ‘immagini, suoni, essenze’ che condurranno il visitatore verso una nuova esperienza emozionale), escursioni naturalistiche guidate, campagne di sensibilizzazione ambientale, degustazioni di prodotti tipici locali, a ci si innesteranno molteplici iniziative private come FoodSicilyVillage, l’evento organizzato da FoodSicily dove sarà possibile degustare ed acquistare i migliori prodotti tipici siciliani direttamente dai produttori che parteciperanno all’evento.

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