Il Paese che non c’è. Renzi e il sogno di Peter Pan

Uno degli equivoci sui quali hanno fondato l’avvento al potere del tiranno illuminato, è stato quello della ipotesi di vedere realizzato, a parte la vittoria dei mondiali di calcio, uno dei sogni degli italiani. Cioè, tra le tante ipotesi di riforme che vengono sbandierate senza mai realizzarne una seria, quello di andare a votare attraverso un meccanismo abbastanza semplice che consenta alla fine di avere un reale vincitore politico.

È forse presto per iniziare a giudicare l’operato del nuovo primo ministro, e non è mia intenzione farlo. Mi limito ai fatti, ma a parte le parole, oltre ad un Renzi che va in giro, con un certo piglio da ragazzo capace, con la sicurezza di un veterano del cinema che sembra sempre preoccupato di dove sono sistemate le telecamere, di fatti non ne ho ancora visti.

È stato approvato, certo il disegno di legge che trasforma le Province, ma sempre in attesa che arrivi la prevista riforma costituzionale che le abolisca definitivamente.

Mentre Renato Brunetta dice che “E’ un vero imbroglio e non si cancellano le province, le province rimangono, i costi rimangono, si aumenta di 20 mila il numero dei consiglieri comunali e degli assessori, a fronte di un’eliminazione di 3 mila consiglieri provinciali, presidenti di provincia eccetera”, lo stesso ministro delle riforme Maria Elena Boschi prega in cuor suo che le riforme si facciano, perché dice di temere “che in questi trent’anni le continue prese di posizione dei Professori abbiano bloccato un processo di riforma oggi non più rinviabile per il Paese

Non è che cambiando le facce muta qualcosa se non cambia il modus operandi. E il modo di fare, essendo legato alle classiche dinamiche della politica italiana non è semplice mutarlo. Che qui tutti approfittino delle posizioni di potere che si sono guadagnate è ormai chiaro, e capita dappertutto e in tutte le case.

La Boschi non è la sola a pregare. Papa Francesco lo fa esortando Dio a chiamare nuovi preti alla vocazione, e i cristiani ad essere frugali, mentre in Germania Tebartz, il vescovo di Limburg, è stato rimosso con l’accusa di avere speso trentuno, dico trentuno, milioni di euro per ristrutturare la sua residenza nella diocesi. Poverino vien da pensare, avrà avuto bisogno di marmi costosi per il suo gabinetto. Ma non è mica colpa di Renzi se l’umano è così, mentre lui sogna di cambiare il mondo italico. Appare  ormai chiaro che il bicameralismo perfetto è un sogno che il Paese non si può permettere, ed è una inutile e dispendiosa perdita di tempo, esattamente come le provincie e le regioni così come sono articolate, con la fantasiosa pretesa di difendere ulteriormente la democrazia; ma non è un sogno di Renzi anche quello di chiudere il senato chiedendolo ai senatori? Vi levereste al loro posto dei privilegi in nome della salute del Paese?

Nel frattempo la famosa ormai legge elettorale sembra proprio bloccata proprio al senato.

La casta avrebbe potuto, per dare l’esempio e dire che anche loro sono pronti ai sacrifici, non dico accontentarsi di metà stipendio, non dico dimezzare il loro numero, o rifiutare i rimborsi elettorali, né eliminare gli sperperi di cui ormai tutti si sono stancati di sentire, ma molto semplicemente rinunciare a mille euro al mese a testa per riconquistare quella fiducia che non riavranno facilmente se continuano così. Però chiedere a chiunque di rinunciare ad un privilegio non è affatto semplice. Con quel milione di euro e passa al mese che si sarebbe risparmiato, di certo si sarebbe potuto iniziare quel piano di risanamento delle strutture scolastiche come prima cosa, e di rimodernamento del sistema cui il primo ministro parla, spinto forse dalla precarietà della moglie.

Che la cultura sia decisiva per lo sviluppo è ormai fuor di luogo ricordarlo, e non c’è bisogno di pensare a chissà cosa. A me basta leggere che nel Pisano un gruppo di genitori, adulti maleducati e intemperanti, hanno costretto un giovanissimo arbitro a lasciare il campo per le indebite pressioni. Cosa diavolo si pretende dalla scuola se questi alla fine noi siamo.

È dall’esempio che si impara, non dalla bellezza delle strutture. Ciononostante l’idea di migliorare le strutture fatiscenti della scuola va seguita, ma glielo permetteranno? Troverà il coraggio di dare l’esempio questa banda di profittatori e temporeggiatori dei parlamentari, grillini compresi che o non hanno ancora capito bene il gioco come funziona o l’hanno capito benissimo?

Ho idea che la banda di vecchietti che si trova alle spalle di Renzi non glielo permetterà. Così come difficilmente si accorderà con gli avversari per la legge elettorale e per la riforma della pubblica amministrazione, e le altre varie riforme per un risparmio serio che è l’unica speranza per una rinascita. Perché ognuno alla fine difende il suo piccolo giardino.

Spero di essere troppo pessimista, ma intanto Berlusconi comincia il classico giro di controlli negli ospedali, controlli per la sua salute, non per la salute degli ospedali. Aumentano i furti nei supermercati, e non solo da parte di un gruppo di cittadini Rumeni arrestati perché dediti da tempo a furti continui in essi, ma anche da parte di pensionati. Non certo quelli delle pensioni d’oro, ma di quei poverini che poi confessano candidamente che non potevano comprare. In Campania, dove a Salerno erano destinate otto tonnellate di sigarette di contrabbando sequestrate, e a Napoli un intero quartiere a Barra si era organizzato per rubare energia elettrica all’Enel, la situazione comincia a farsi decisamente scoraggiante, da tutti i punti di vista alla faccia della fantasia e dell’arte di arrangiarsi. E credo sia la stessa cosa in tante altre regioni italiane.

Il Paese è al limite della sopportazione ma gli amici e i nemici di Peter Pan, di questo Renzi che non ha nemmeno l’onore di avere un chiaro capitan Uncino di fronte, ma una banda di tiratori franchi in agguato, invece di pensare a dare l’esempio, continuano a credere che quei mille euro in più al mese, possano servirgli per rimodernare il gabinetto di casa loro.

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