Renzi: Intenzioni di governo? 660x330

Vedrà mai l’Italia l’uscita dal tunnel? Riusciremo insomma a lasciarci indietro un ventennio di chiacchiere e promesse e di proclami mediatici che a nulla hanno portato? È una domanda che tutti noi ci poniamo in queste ore. Negli ultimi anni infatti abbiamo sentito dire: “farò”, “dobbiamo fare le riforme”, ecc. ed infatti a colpi di riforme mancate l’Italia o pseudoriforme (diciamocelo onestamente!) ha fatto la fine che ha fatto.

Le riforme suonano un po’ come uno slogan pubblicitario e sembra che la nostra classe politica, che non ha capacità progettuale o di azione immediata per cercare di vincere il proprio “horror vacui” tiri fuori la bandiera, buona per tutte le stagioni, delle riforme. Su questo dovremmo riflettere o meglio dovrebbero riflettere tutti i cittadini, che ormai stanchi delle parole, non credono più a nulla. Insomma mentre anche Renzi ci dice che cosa in futuro farà ( e noi ci auguriamo che governi in maniera seria e non si limiti a proclami!) il paese muore: le aziende chiudono, le famiglie non ce la fanno ad arrivare a fine mese, il costo della vita aumenta sempre di più, i giovani non hanno lavoro e non possono mettere su famiglia.

Insomma la situazione è quella che è e sarebbe ora che la politica più che fare proclami ogni giorno, si decidesse ad intervenire in maniera seria. E’ ora insomma che i nostri politici la smettano di illustrarci le loro “intenzioni di governo” e comincino a governare ed abbiano anche il coraggio di assumersi le responsabilità dei loro fallimenti e soprattutto dei tanti errori commessi in questi anni.

Anche Renzi sembra che essersi impaludato nel regno delle cosiddette possibilità sospese; recentemente infatti ha affermato: “Vorrei che per chi vuole creare un posto di lavoro, prendere un apprendista, fare un contratto a termine, sia più semplice farlo” […] Dall’altro lato vorrei ci fossero più garanzie per chi non le ha”, come le lavoratrici precarie che diventano mamme: “Con il ddl delega vogliamo dare garanzie a tutti, anche a coloro che in questi anni sono stati dimenticati dal legislatore nazionale”.

Insomma si tratta di belle intenzioni, ma da un leader giovane ci si aspetta molto di meglio. In primis ci saremmo aspettati che invece di liquidare Letta attraverso i facili giochi di partito, avesse avuto il coraggio di andare alle urne e di chiedere l’investitura popolare. Non c’è da stupirsi se anche lui corre il rischio di restare impaludato nelle sabbie mobili di un parlamento di “nominati”, la cui unica preoccupazione sembra essere quella di conservare il più a lungo possibile il potere. E nel frattempo l’Italia muore!

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