Luigi Ciotti:

LATINA – E’ il 22 marzo, non è ancora l’alba quando a Latina si iniziano a vedere i primi cortei, sono gruppi provenienti da ogni parte d’Italia che accompagnano i familiari delle vittime innocenti di mafia . Ci sono gruppi di scout, i bambini accompagnati dai genitori, la CGl, insegnanti, studenti, il Presidente del Senato Grasso, il Procuratore Caselli, le associazioni insieme a Libera e ad Avviso Pubblico.

Appuntamento, per la XIX edizione della Giornata della Memoria e Dell’Impegno, alle ore 10:00 a Latina dove ha inizio un immenso corteo che commosso e al contempo pieno di voglia di cercare giustizia e verità, si incammina verso Piazza del Popolo. Ci sono i comuni del Sud, del Centro e del Nord Italia, presente il Comune di Polistena con Don Pino Demasi referente di Libera della Piana Di Gioia-Rosarno, uomo, sacerdote che insieme a Luigi Ciotti costruiscono Memoria e Impegno. Sacerdoti che Papa Francesco ha voluto incontrare la sera dello scorso 21 marzo insieme ai familiari delle 900 vittime di mafia e a Placido Rizzotto Jr., nipote del sindacalista ucciso dalla mafia. Il Papa, che ha abbracciato con le sue parole tutti coloro che portavano nel cuore i loro cari, il cui ricordo accompagna i loro volti, i loro occhi, la loro strada, verso un cammino di memoria, quella stessa “memoria” che diviene” impegno “costante. Mentre Papa Francesco benedice i familiari, sceglie d’indossare la stola di Don Peppe Diana che lo stesso Luigi Ciotti gli poggia sulle spalle, Don Peppe, l’uomo di immenso coraggio che per amore del suo popolo combatte senza paura. E risuonano come un cannone, scuotono l’Italia, le parole di Papa Francesco che si rivolge ai mafiosi dicendo: “Convertitevi, fermatevi non fate il male! Preghiamo per voi, convertitevi! Ve lo chiedo in ginocchio per il vostro bene“.

Continua il corteo si intravedono le magliette di Libera, indossate dai bambini con le parole di Paolo Borsellino : “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola“. Arrivate a Piazza Del Popolo anche le Biciclette Della Transumanza per la Legalità che non smettono di fermarsi accanto al palco a “pedali”. Interviene sul palco per i saluti iniziali, Enrico Fontana, Direttore di Libera che dice: “Grazie alla campagna Riparte il Futuro non ci siamo corrotti, il nostro Paese deve fermarsi e riflettere per costruire memoria e impegno“.

Dopo altri interventi dei relatori ecco quello di Don Luigi: “Siamo venuti qui per stima, affetto, per cercare verità per Don Cesare Boschin e per tanti altri, per non dimenticare che le organizzazioni mafiose attraversano tutto il territorio e anche l’Agro Pontino. Le nostre antenne di cittadini e associazioni – continua Don Luigi Ciotti – ci dicono che qui le mafie non sono infiltrate, sono presenti. Fanno i loro affari nell’economia, finanze e non è un problema solo di criminalità perché altrimenti basterebbero solo le forze dell’ordine, è un problema di case, di povertà, di politiche sociali”. Don Luigi poi parla del caso rifiuti e le dichiarazioni del pentito Schiavone, dicendo che, si sapeva da venti anni e, afferma Luigi Ciotti: “Mi sono stupito di chi si è stupito, Boschin vedeva tutto e della sua morte non sappiamo ancora la verità. Non c’è strage in Italia di cui si conosce verità”. E dopo queste parole ecco in un silenzio surreale fatto di lacrime e applausi, la lettura delle oltre 900 vittime, da Falcone a Borsellino, Serafino Famà, Francesco Borrelli, Roberto Antiochia, Peppino Impastato, Ilaria Alpi (di cui il Presidio Francesco Borrelli l’ha ricordata il 15 marzo con Memoria e Incanto, canti per le donne contro le mafie), Miran Hrovatin e tutti gli altri, NIcholas Green insieme ai tanti il cui nome non è conosciuto ma “vittima innocente”.

Presenti Nando Dalla Chiesa, Franco La Torre, Gabrilella Stramaccioni, Antonio Ingroia, Giovanni Tizian, Andrea Orlando, Giancarlo Caselli, Rosy Bindi, atteso Nicola Zingaretti. Don Ciotti parla della prescrizione e delle attuali leggi anticorruzione ancora poco incisive. Dice Luigi Ciotti: “Chiediamo che la politica decreti per legge il 21 marzo come Giornata nazionale di tutte le vittime per mafia, le sveglie delle nostre coscienze sono loro che sono caduti per la legalità e per la giustizia. Per vivere ci vuole coraggio, aggiunge Don Ciotti, non si costruisce giustizia senza ricerca della verità e la verità è un problema di coscienza“. Dice ancora Don Luigi: “Non lasciamo soli tutti coloro impegnati nel giornalismo“, voi siete meravigliosi, Latina, questa piazza è meravigliosa. Conclude Luigi Ciotti con le parole: “Carlo Caracciolo la piazza ti saluta“.

Nel pomeriggio in un Seminario sui processi ecco Giovanni Tizian che ricorda il radicamento delle mafie in Emilia Romagna. Aggiuge Tizian che: “Non ha senso essere soli, ma in tanti, da soli non si può sfidare“. E con queste parole in silenzio leggiamo i Nomi Delle Vittime Innocenti per costruire memoria e impegno con Libera.

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