De Vita

TAORMINA (ME) – Abbiamo intervistato Bruno De Vita, coordinatore della lista “Taormina Futura”, che alle ultime amministrative ha raccolto circa 850 preferenze e gli abbiamo posto delle domande circa la situazione politica che si è venuta a creare ultimamente a Taormina.

Come è noto durante l’ultimo consiglio comunale il Sindaco Eligio Giardina, ha annunciato la volontà di ritirare le deleghe a tutti gli assessori della sua compagine, azzerando di fatto la giunta, delibera di fatto sottoscritta ieri. Questa operazione ha praticamente rimesso in discussione tutti i delicati equilibri politici instauratisi sino ad oggi, complicando notevolmente le cose. A quanto pare non si riesce a dipanare il bandolo della matassa e il principale pomo della discordia, che ha di fatto saltare il tavolo è stata la revoca del Commissario Liquidatore dell’ASM Cesare Tajana e la successiva sostituzione.

La poltrona, a quanto pare, era destinata proprio a De Vita: sul suo nome tuttavia non si è riuscita ad ottenere un ampia convergenza, anche per via delle vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista. A riguardo De Vita vuole puntualizzare che il Tribunale del riesame dei provvedimenti cautelari, con propria ordinanza del 19/07/13, gli ha di fatto revocato la misura degli arresti domiciliari, ai quali era stato ristretto con provvedimento del Gip di Palermo dal 17/06/13. Senza entrare troppo in tecnicismi, sostanzialmente il Tribunale ha deciso di rimettere in libertà il De Vita, poiché allo stesso non poteva essere contestata la qualità di Pubblico Ufficiale, in quanto lo stesso aveva invece espletato un incarico di consulenza conferitogli dall’assessore al ramo. All’epoca dei fatti, come si ricorderà Bruno De Vita ricopriva l’incarico di vicario del Capo di Gabinetto dell’Assessore Regionale al Turismo. De Vita è rimasto coinvolto nel cosiddetto “sistema Giacchetto” e il soprastante provvedimento attiene alla libertà personale e non certamente al merito della vicenda, fatti per i quali sono ancora in corso di sviluppo le vicende processuali.

De Vita pone fondamentalmente un problema di tipo politico: “bisogna rispettare gli accordi presi e non si può mettere la testa nella sabbia e far finta di non vedere”, ma bisogna avere il coraggio di sedersi attorno a un tavolo sino a quando non si troverà la “quadra”e si sblocchi la situazione. Sono pure disposto a fare un passo indietro qualora questo possa essere necessario per sbloccare lo “stallo”, venutosi a creare“.

De Vita pensa che sia opportuno riazzerare tutto e iniziare daccapo, nel rispetto degli accordi presi. Il coordinatore di “Taormina Futura” non crede nel “miracolo Tajana” e considera la sua gestione fallimentare: “prendo quali punti di riferimento i numeri snocciolati dal Dirigente Pappalardo (Liquidatore ad interim ndr) durante l’ultima seduta del Consiglio comunale!

Pappalardo ha dichiarato che in cassa vi sono poco più di 3000 Euro e che non era riuscito a pagare gli stipendi ai dipendenti. Va tuttavia precisato che il Dr. Pappalardo si è insediato da pochi giorni e non può avere un esatto quadro della situazione, dato che non era ancora stato messo nelle condizioni di operare: gli mancavano i poteri di firma e non aveva ancora avuto la possibilità di accedere a tutti gli atti. A riguardo Cesare Tajana nei giorni passati ha puntualizzato che ASM vanta crediti nei confronti del Comune di Taormina per circa 3 milioni di euro, per servizi erogati: acquedotto, pubblica illuminazione e scuolabus. Continua Tajana: “l’ASM è in attesa di un contributo regionale per circa 1 milione di Euro“.

De Vita chiede inoltre maggiore trasparenza sui bilanci della Municipalizzata. Va poi deciso se la Liquidazione vada stoppata e si debba tornare ad una gestione ordinaria. Ciò appare anche di grande rilevanza ai fini dei titoli necessari a sedere sulla poltrona di “numero uno” della partecipata. Prima era un ingegnere, trattandosi di direttore di esercizio, ultimamente un Dottore Commercialista, visto che l’Azienda si trovava “in liquidazione”.

C’è poi un problema di opportunità: è necessario affidare l’azienda a un soggetto che la ha già guidata in passato e che ha una posizione che ancora resta sotto il vaglio della Magistratura? Questa è anche la domanda che si pongono cinque consiglieri di maggioranza che sono in netto dissenso sulla nomina di De Vita.

Ma il vero nodo comunque resta politico: riuscirà Giardina a mettere tutti d’accordo o la sua sindacatura si trasformerà in un’ “oligarchia”…? Laddove la politica non dovesse riuscire a fare “chiarezza”, dovrà necessariamente intervenire, come oggi spesso accade, la Magistratura.

 

 

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