Una petizione per cambiare l'euro 660x330

Una petizione popolare per cambiare l’euro, o meglio le politiche monetarie dell’unione europea. E’quanto proposto dalla consigliera del Comune di Palermo Federica Aluzzo, attraverso la costituzione di un comitato che ha come scopo quello di mettere in atto una serie di iniziative volte a richiedere la revisione dei Trattati “capestro” dell’Unione, partire dal Trattato di Lisbona, dal Fiscal Compact e dal Mes, per poi finire alla rinegoziazione di un nuovo rapporto di accesso ai finanziamenti tra Stato e Banca centrale.

L’obiettivo prefissato è, appunto, costringere le istituzioni europee a fare un passo indietro rispetto alle fallimentari e devastanti politiche fin’ora messe in campo, per consentire una ripresa economica già messa a dura prova dal processo di globalizzazione e da una politica economica che strizza sempre più l’occhio alla grande finanza speculativa e alle banche private, causando l’attuale impoverimento delle popolazioni europee, in particolar modo, di quelle meridionali.

Infatti, con l’introduzione del pareggio di bilancio nella nostra Costituzione – dice Federica –, “lo Stato italiano dovrà risparmiare 45 miliardi di euro l’anno per finanziare l’abbattimento del debito sotto la soglia del 60% in rapporto al PIL, tutto denaro che dovrà necessariamente essere sottratto al bilancio statale e di conseguenza alla spesa pubblica, soprattutto dei comuni”. Ed aggiunge: “Nel caso in cui non si dovesse intervenire in tempi rapidi (entro dicembre 2014) alle modifiche dello statuto della Banca Centrale Europea  attraverso il finanziamento diretto allo Stato italiano e senza dover passare dall’ intermediazione delle banche private di investimenti di capitali, i cittadini italiani chiederanno, attraverso una petizione popolare, l’immediato ritorno alla sovranità monetaria nazionale (ceduta di fatto con l’introduzione della moneta euro), con una Banca centrale di Stato pubblica che possa, con proprie risorse, finanziare:

  1. politiche per la salvaguardia del territorio;
  2. redigere piani di lavoro garantito per l’abbattimento della dilagante,disoccupazione;
  3. ammodernare della rete infrastrutturale, degli asili, scuole ed ospedali;
  4. restaurare e mettere in sicurezza l’immenso patrimonio artistico italiano, sottraendolo ai disastri causati dalle calamità naturali”.

E’ possibile firmare la petizione collegandosi entro al 31 maggio 2014 al sito www.cambiamoleuro.it

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