Incontro Renzi Merkel, la Germania ci da fiducia 660x330

Può considerarsi positivo l’esito della prima visita di Matteo Renzi al Palazzo della Cancelleria di Berlino. Angela Merkel ha accolto il premier dicendosi “molto colpita” per il “cambiamento strutturale” programmato dal nuovo governo italiano.

Renzi è stato il terzo presidente del Consiglio (dopo Monti e Letta) nel giro di tre anni a presentarsi a Berlino per illustrare le riforme. In questa sede, ha dovuto rinunciare definitivamente alla sua idea di sforare il 3 per cento del rapporto deficit-pil, e quindi accettare di fare investimenti per la crescita senza mettere in discussione i parametri Ue. Tuttavia ha anche incassato una certa fiducia da parte della Merkel, rimasta colpita dal suo stile inedito e dai programmi che intende realizzare.

Un altro punto a favore del neo premier è che la Germania, in questo momento, non può permettersi di perdere forza a causa della debolezza economica degli altri paesi europei. E, peraltro, è reduce da una “sconfitta diplomatica”, in quanto non è riuscita a mediare fra Kiev e Mosca e ha dovuto subire la scelta americana di sanzioni per la Russia.

In questo contesto, Renzi ha affermato: “L’Italia deve fare le riforme non perché ce lo chiede Bruxelles o Berlino o altre capitali, ma per noi.” E ha parlato di “rinascimento industriale europeo”, dicendo: “Vogliamo scoprire una Europa competitiva a livello globale”.

La Cancelliera ha incoraggiato il capo del governo italiano anche sul Jobs Act, dicendo che le riforme creano sempre “entusiasmo in alcune parti ma diffidenza” in altre parti. Ha poi aggiunto: “Una riforma del mercato del lavoro ha bisogno di un lungo respiro. Noi abbiamo dovuto aspettare due-tre anni per avere primi risultati”.

“Quello che importa alla Germania è la direzione riformatrice, il coraggio, molto apprezzato da Merkel, il senso positivo dei cambiamenti intrapresi”, filtra da fonti di Palazzo Chigi dopo il bilaterale.

A testimonianza del clima disteso, la battuta che – come riferito da Renzi – gli ha rivolto la Cancelliera: “Qui non ci sono slide…”. Un incontro che ha una valenza importante anche in chiave elezioni per l’assemblea di Strasburgo, perchè dimostra la compattezza dei due Paesi contro il dilagare dei populismi antieuropei. Un segnale che ci voleva.

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