La casa

CATANIA – Rendere la nostra casa “intelligente”, poterla letteralmente comandare a distanza, comunicare concretamente con essa attraverso lo smartphone o il tablet, costa poco più che il telefonino stesso. Non occorre nessun “investimento futuristico”, perché le nuove tecnologie consentono di trasformare un impianto tradizionale in uno domotico senza stravolgere la struttura delle case e degli edifici e la distribuzione delle loro tubazioni interne. Esempi concreti, “a portata di tutti”, sono stati illustrati nel corso del partecipato seminario “Dalla smart city alla smart house: la domotica a servizio della bioarchitettura” organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione dell’Ordine degli Architetti della provincia di Catania, in collaborazione con la delegazione catanese della Fondazione Italiana per la Bioarchitettura. I singoli casi presi in considerazione hanno dimostrato come sia possibile automatizzare la propria abitazione da diversi punti di vista: illuminazione, termoregolazione, antintrusione, allarme per gas, acqua e incendio.

«La domotica e la bioarchitettura sono i punti cardine verso cui si orienta sempre più il mondo delle costruzioni, perché si basano sui principi del rispetto per l’ambiente e del risparmio energetico. Recenti statistiche curate dal Cresme, il Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio, mettono in evidenza la drastica recessione del settore delle costruzioni, ma sottolineano anche le percentuali di opportunità date da questi nuovi comparti. L’efficientamento energetico e la crescita dell’impiantistica sono motivo di incentivi sia professionali che economici per la nostra categoria» ha commentato la presidente della Fondazione Paola Pennisi durante il suo intervento.

«Non è più concepibile progettare case e città senza partire dagli elementi forti della sostenibilità – ha aggiunto il vicepresidente dell’Ordine Alessandro Amaro – “smart city” e “green house” sono termini sempre più frequenti nel lessico italiano, e non solo nel linguaggio tecnico dell’edilizia. L’Ordine è impegnato nel fornire un’adeguata formazione ai colleghi, giovani e non, per i quali queste materie rappresentano competenze nuove da approfondire».

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