Stazione FFSS di Taormina-Giardini Foto di Rogika PH Roberto Mendolia

TAORMINA (ME) – La Soprintendenza mette la parola fine al paventato rischio che la Stazione Ferroviaria di Taormina-Giardini possa essere demolita. Come si ricorderà, a seguito di una riunione intercorsa tra il Sindaco di Giardini-Naxos, Nello Lo Turco ed RFI era emerso il serio rischio che la Stazione Ferroviaria, ricadente nel territorio della frazione Taorminese di Villagonia, venisse demolita, dato che il progetto di raddoppio della linea ferroviaria, costruita “a monte”, prevede la costruzione di una nuova stazione, ricadente nel territorio della frazione Taorminese di Trappitello e quindi la vecchia stazione, non avrebbe avuto più ragione di esistere e si poteva procedere a “liberare il fronte mare”. In difesa della stazione ferroviaria sono immediatamente scesi in campo svariati politici tra cui l’On. Vincenzo Garofalo di Ncd e a Taormina il consigliere comunale del gruppo di opposizione “Insieme si può” Eugenio Raneri che ha presentato a riguardo un ordine del giorno urgente insieme al Presidente del Consiglio Antonio D’Aveni.

La stazione di Taormina conta ogni anno 2 milioni di passeggeri e venne inaugurata ufficialmente il 12 dicembre 1866. Famosa anche per aver ospitato personaggi del calibro del Kaiser di Germania Guglielmo II, che agli inizi del ventesimo secolo portò con se un “invertitore di marcia”, onde evitare ai vagoni di dover arrivare sino a Siracusa.

Il fabbricato viaggiatori è architettonicamente uno dei più belli e pregevoli d’Italia, in stile Liberty e si presenta su due livelli, con un corpo centrale, che permette l’accesso ai vani interni, protetto da due torri merlate nelle quali si aprono diverse finestre ad arco e due corpi laterali, sempre a due piani, ma di fattura più semplice. Le sale interne sono arredate con mobili in legno scuro in stile siciliano e le pareti e i soffitti sono decorati con affreschi e decorazioni a rilievo, i quali ricordano molto lo stile Normanno e con pregiati reperti. I servizi presenti sono biglietteria con inferriate in ferro battuto, sale d’attesa e punti vendita: si contano 4 binari passanti per il servizio passeggeri, serviti da tre banchine, di cui solo le prime due unite da sottopassaggio, mentre la terza è una banchina di servizio tra il terzo e il quarto binario. I marciapiedi sono coperti da pensiline, con colonne portanti in ghisa con capitello. In passato la stazione disponeva anche di uno scalo merci oggi dismesso ed è stata anche capolinea dei treni per Randazzo, linea oggi soppressa. La stazione è ben inquadrata nel paesaggio circostante, posta com’è ai piedi della rocca di Taormina, su un terrapieno affacciato sulla stupenda baia di Naxos. La stazione di Taormina-Giardini Naxos è stata una “location” per molte famose pellicole: “Il piccolo diavolo “(1988) di Roberto Benigni; “Il Padrino-Parte III” (1990) di Francis Ford Coppola; “Le grand bleu” (1988) di Luc Besson; “Visioni private” (1988) di Francesco Calogero, Donald Ranvaud e Ninni Bruschetta; “L’altro piatto della bilancia” (1972) di Mario Colucci; “Made in Italy” (1965) di Nanni Loy.

La parola fine al rischio di demolizione è stata posta dal Soprintendente di Messina Arch. Rocco Giovanni Scimone, che con il protocollo 1504/VI del 11 marzo 2014, inviato a RFI Palermo e a Ferrovie dello Stato S.p.A. oltre che per conoscenza ai Sindaci dei due Comuni interessati, che testualmente recita:

Si apprende che codesto Ente intende procedere alla demolizione della storica Stazione di Taormina-Giardini, risalente alla seconda metà del XIX secolo, sottoposta a vincolo Ope Legis ai sensi degli artt. 10 e 12 del D.L. Vo 42/04 e già oggetto di intervento di tutela in ordine ai notevolissimi e importanti interventi di restauro eseguiti con autorizzazione di questa Soprintendenza prot. 881/V del 24/11/94 e che hanno interessato opere sulle quali è stata esercitata l’alta sorveglianza del Servizio Storico-artistico per l’eccezionale importanza degli arredi, degli apparati pittorici e musivi dei pavimenti pertinenti alla struttura. È appena il caso di sottolineare che,ai sensi dell’art. 30 c.1 del citato D.L. vo 42/04, codesto Ente ha l’obbligo di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza e mai demolirli! Pertanto si intima codesto Ente a sospendere qualunque iniziativa che possa creare nocumento al bene in parola e si comunica che questa Soprintendenza sta predisponendo gli atti propedeutici per la verifica positiva dell’interesse culturale ai sensi dell’art.12 del succitato D.L.vo che sarà eseguita d’ufficio“.

Foto copertina di Rogika PH
Fotogallery di Andrea Jakomin

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