Gibiino:

Durante il recente meeting dei club “Forza Silvio” Sicilia, tenutosi a Taormina, abbiamo avuto il piacere di intervistare il Senatore Vincenzo Gibiino, catanese, avvocato civilista, classe 1965, coordinatore regionale dei club siciliani. Gibiino ha fatto parte del comitato per la legislazione dal 19 febbraio 2009 al 14 settembre 2012 e dal 21 maggio 2008 al 14 marzo 2013 dell’ VIII Commissione (Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici). Parlamentare dal 29 aprile 2008, si è anche particolarmente distinto per le iniziative a favore delle imprese che si occupano di autotrasporto e degli incentivi e investimenti per le cosiddette “autostrade del mare”.

Gibiino è stato il principale artefice della buona riuscita del meeting, insieme a Marcello Fiori e Gaspare Bianchi:

“un’enorme soddisfazione, essere riusciti a portare in poco tempo il numero dei club siciliani a quota 1200; un successo paragonabile solo al famoso 61-0 e che chiaramente la dice lunga sulla voglia da parte dei siciliani di prendere le distanze dalla Giunta Crocetta e dalla sua ‘rivoluzione annunciata’, ma mai attuata!”

In Italia sarebbero già circa 12.000, ma il rilancio di Forza Italia, parte proprio dalla Sicilia, Regione che da sempre ha avuto un particolare “feeling” con il Presidente Silvio Berlusconi, che addirittura qualche anno addietro si era dimostrato interessato all’acquisto di una casa a Taormina. Senatore Gibiino quali sono secondo Lei le priorità di rilancio della Sicilia, partendo proprio da Taormina?

“Innanzitutto si dovrebbe arrivare ad una destagionalizzazione vera nel campo turistico, sempre annunciata, ma mai attuata: pensi che in questi giorni, con il nostro meeting, abbiamo riempito molti alberghi, che altrimenti sarebbero rimasti chiusi fino a Pasqua. In Sicilia abbiamo nei mesi invernali temperature nell’ordine dei +15 gradi, praticamente un “differenziale termico” di circa 25 gradi, con i Paesi Scandinavi, dove nel medesimo periodo le temperature medie si attestano intorno ai -10: un attrazione decisamente da non sottovalutare! Gli aeroporti in Sicilia sono sufficienti ma bisogna potenziare i porti e gli hub commerciali, come ad esempio Augusta e migliorare tutte le infrastrutture viarie e ferroviarie e non dimentichiamoci poi del Ponte sullo Stretto di Messina, progetto accantonato dal governo Monti, ma di fondamentale importanza per lo sviluppo dell’Isola e che può fungere da volano per il rilancio di tutto il Meridione d’Italia. La Sicilia deve inoltre puntare sul rilancio dell’agricoltura, che potrebbe essere ulteriormente incentivata grazie al miglioramento della portualità commerciale. L’Industria in Sicilia purtroppo ha creato più danni, soprattutto in termini ambientali, che benefici: per poche centinaia di posti di lavoro si sono creati danni incalcolabili in zone ad alta valenza paesaggistico-ambientale. Bisogna inoltre far si che il tempo di permanenza dei turisti e soprattutto dei croceristi si allunghi per dare modo all’indotto di trarne gli adeguati benefici”.

La Sicilia può davvero trasformarsi in una sorta di “portaerei” al centro del Mediterraneo, con la capacità di attrarre e catalizzare enormi interessi soprattutto verso i Paesi Africani, che rappresentano una enorme opportunità di sviluppo oltre ad essere un grande attrattore di interessi provenienti dal Medio Oriente e dai Paesi Asiatici.

In questa ottica la Sicilia diventerebbe una vera e propria piattaforma verso i paesi emergenti, per l’appunto la “portaerei del Mediterraneo” volta a fungere da “trait d’union” tra i paesi emergenti e quelli in via di sviluppo, con ovvie ricadute in termini di occupazione e di benessere generale per i residenti.

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