E’ un progetto interessante, nuovo, innovativo, ambizioso ma fattibile. E’ stato partorito a Londra ma le sue origini sono siciliane. Perché siciliano ne è l’ideatore e il fondatore, Andrea Castrogiovanni, brillante giovane nativo di Agira, in provincia di Enna, con doppio diploma conseguito all’Accademia di Belle Arti di Catania prima, e alla School of Audio Engineering di Londra dopo.

Il progetto proposto, prevede, la fondazione di una scuola di formazione musicale di carattere sperimentale, chiamata “Ambientesonoro“, che adotta metodologie didattiche innovative e nuove tecnologie in campo della ricerca sonora ai fini di creare un nuovo sistema di apprendimento che avvicini maggiormente il pubblico al mondo della musica, attraverso un’esperienza più intuitiva, ludica, e libera da restrizioni. In particolare, l’obiettivo principale della scuola è quello di preservare, promuovere, coltivare la naturale creatività dell’individuo, invitandolo alla sperimentazione personale, alla libertà espressiva e allo sviluppo di un proprio percorso di ricerca artistico e di esplorazione della musica.

La necessità di istituire un sistema alternativo di insegnamento scaturisce dall’esigenza di ridisegnare l’incorretta interpretazione della musica che i conservatori, e tutti quegli istituti che utilizzano i convenzionali metodi di insegnamento, hanno contribuito a perpetuare nell’intera collettività e, quindi, dal bisogno di creare una via alternativa per coloro i quali volessero abbracciare una nuova filosofia della musica.
Molti studenti, infatti, – dice Andrea -, “lasciano gli studi musicali scoraggiati dalle noiose e rigide metodologie utilizzate, mentre buona parte del resto corre il rischio di incombere in una sterilità creativa provocata da tali metodologie, che scarsamente coltivano la creatività individuale e stimolano alla formazione di una personale espressione artistica. Inoltre, tali metodologie risultano ancor più inefficaci sui bambini il cui processo di apprendimento necessita una maggiore dose di divertimento, elasticità e gioco”. Per tale ragione, la scuola vuole proporre un nuovo metodo di insegnamento che combatta tali fenomeni e che sviluppi, sin dall’inizio, nell’allievo una visione della musica del tutto differente.

La scuola, infatti, non ha tra i suoi principali obiettivi la formazione di musicisti dall’elevati doti tecniche ma, piuttosto, si propone di affinare la sensibilità artistica dell’allievo ai fini di condurlo alla scoperta delle proprie potenzialità artistiche ed ad un conseguente sviluppo progressivo delle doti tecniche attraverso la pratica e l’esperienza diretta della musica.

Al contrario delle comuni metodologie di insegnamento che considerano il solfeggio e la teoria musicale come gli elementi fondamentali su cui costruire la conoscenza della musica, la scuola pone la scoperta, l’analisi e lo studio innovativo del suono alla base della costruzione della propria metodologia didattica. Infatti, uno dei concetti fondamentali che la scuola mira ad insegnare riguarda l’abbattimento della distinzione solitamente attuata tra suono e rumore, quest’ultimo spesso utilizzato nella sua accezione negativa. A tal fine, utilizzando semplici ed economiche tecnologie, quali i microfoni a contatto, la scuola prevede la costruzione di un parco sonoro interattivo al suo interno che mira ad amplificare e rendere udibile, tutti quei suoni solitamente impercettibili, o quasi, all’orecchio umano, per far si che l’intero spazio si tramuti in un “grande strumento musicale” suonabile ed utilizzabile a fini didattici e ricreativi. Dove ogni “strofinio” – aggiunge ancora Andrea -, sia perfettamente udibile e manipolabile in tempo reale, attraverso l’utilizzo di un mixer, un computer equipaggiato con un software per l’editing audio ed un impianto audio per riprodurre i suoni; e dove, inoltre, sia possibile generare, attraverso tali interazioni, immagini e proiezioni in tempo reale che stimolino ancor di più la creatività dell’allievo e del fruitore, semplicemente collegando un proiettore al computer.

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