Morici sottoposto ad un anno di

TAORMINA (ME) – Non ha pace il Prof. Vincenzo Morici, primario del reparto di chirurgia generale e d’urgenza dell’Ospedale “San Vincenzo” di Taormina. Proprio qualche giorni fa lo stesso, durante una riunione della VI Commissione dell’ARS, presieduta da Giuseppe Digiacomo e alla presenza dell’Assessore Regionale alla Sanità Lucia Borsellino, tenutasi nell’aula consiliare comunale, alla presenza di molti Sindaci ed amministratori del comprensorio, è riuscito a strappare una proroga di un anno, all’Assessore Borsellino, per il mantenimento a Taormina delle due chirurgie: una ad indirizzo oncologico retta dal Prof. Vincenzo Panebianco e l’altra di carattere generale, diretta dallo stesso Morici.

Morici e Panebianco entro la fine del 2014, dovranno portare dei “dati convincenti” e che mettano i relativi organi regionali di controllo nelle condizioni di perorare il mantenimento delle due unità operative chirurgiche anche nel 2015. Come si diceva l’esistenza di Morici negli ultimi anni è stata parecchio travagliata, anche per via delle note vicende giudiziarie che lo hanno visto protagonista. Morici, classe 1948, è stato per parecchi anni il principale sospettato dell’uccisione della moglie Antonella Falcidia, avvenuta con 23 coltellate, la notte del 4 dicembre 1993, a Catania, nell’abitazione coniugale di via Rosso di San Secondo. Morici venne dapprima scagionato, grazie all’alibi fornitogli da un collega, che all’ora del delitto risultava essere con Morici in provincia di Enna. Lo stesso collega ritrattò a distanza di anni la testimonianza resa a suo tempo. Il caso venne riaperto, da un P.M. incuriosito dalla trasmissione televisiva condotta dal noto scrittore Carlo Lucarelli. La prova principe del “castello accusatorio” nei confronti di Morici, sarebbe consistita in una scritta (Enz…) fatta dalla vittima agonizzante su di un divano ed evidenziata grazie all’ausilio di un ingrandimento fotografico. La “prova principe”, il divano, nel frattempo non esisteva più, dato che lo stesso era stato dismesso. Morici dopo vent’anni di traversie giudiziarie, fatte di appelli, ricorsi e indagini riaperte, ove in un’occasione è stato anche arrestato, è riuscito finalmente a dimostrare la sua innocenza e totale estraneità ai fatti addebitategli. Certamente rimane senza risposta la domanda che lo stesso Morici, insieme al figlio ancora oggi si pongono, ovvero, chi ha ucciso Antonella Falcidia?

Morici nel frattempo ha tentato di dimenticare e rifarsi una vita e in questo non è stato certo aiutato da una campagna di stampa non proprio “amica” e da una magistratura “influenzata dai media”, ma che in realtà non ha mai posseduto prove schiaccianti nei confronti del medico: in effetti ci appare paradossale il fatto che a un chirurgo “siano necessarie” 23 coltellate per uccidere…! Al di là delle vicende giudiziarie, che poi hanno avuto anche inevitabili ripercussioni sul posto di lavoro, lo stesso spesso non è stato certamente “supportato a sufficienza” dalla politica: si ricorderà l’episodio in cui allo stesso venne affidata la contemporanea direzione dei reparti di chirurgia degli Ospedali di Taormina, Milazzo e Barcellona. Impossibile occuparsi efficacemente di tutti e tre i reparti, data anche la evidente lontananza dei tre plessi l’uno dall’altro! Morici dovette ricorrere al Giudice del Lavoro per vedersi annullare l’assurdo provvedimento. È un peccato che la “gestione manageriale sanitaria”, non abbia contribuito a supportare validamente un uomo che dal 1997, anno in cui arrivò a Taormina, ha contribuito insieme alla sua equipe chirurgica a salvare centinaia di vite e ad innalzare a livelli mai raggiunti prima gli standard della sanità Taorminese.

Morici, va considerato un vero e proprio pioniere e luminare nel campo della chirurgia endoscopica del colon, effettuando ogni anno centinaia di interventi di rimozione della colecisti, con la tecnica della colecistectomia laparoscopica, che lo stesso fu il primo ad introdurre nell’Isola. La sua fama ha travalicato i confini regionali, dato che il suo reparto viene spesso citato anche da riviste specializzate di livello nazionale ed internazionale, quale reparto di riferimento e di eccellenza.

Penso comunque, che ciò che dovrebbe portare a riflettere alcuni “freddi burocrati” e che ha portato la VI Commissione e l’Assessore Borsellino a concedere la proroga al mantenimento in essere del reparto (che ci auguriamo venga confermato anche nel 2015), al di là della fredda logica dei numeri è l’elevato grado di soddisfazione dei pazienti, che spesso vengono anche da fuori regione. Non confermare negli anni a venire le due chirurgie, che certamente dovranno anche produrre risultati tangibili, significherebbe privare Taormina ed il suo hinterland di importantissimi presidi a tutela della salute e della vita di residenti e turisti e costringere “come una volta” i Siciliani ad “emigrare” in altre regioni alla ricerca di “assistenza sanitaria”…!

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