Città metropolitane, nuova formula per eleggere i sindaci. E' polemica

PALERMO – Dalla prossima tornata elettorale un’assemblea di sindaci potrebbe nominare il “supersindaco” alla guida dell’area metropolitana. E’ quanto contenuto nella nuova norma (art.8) del disegno di legge sulla Riforma delle Province.

I primi cittadini di Palermo, Catania e Messina sarebbero dunque nominati mediante un’elezione di secondo livello, da un’assemblea di sindaci degli enti locali aderenti alle aree metropolitane. E queste ultime, con la scomparsa delle Province, avrebbero larghi poteri. Tuttavia l’emendamento che assegnava l’elezione alla Conferenza dei sindaci è stato ritirato prima del voto e quindi la modalità di scelta dei primi cittadini delle aree metropolitane sarà stabilita in un secondo momento. Passata invece la norma che fissa i tempi entro i quali i comuni possono aderire a un’area metropolitana, purchè sussista il requisito di continuità territoriale e ci si sia staccati dal Libero consorzio di appartenenza territoriale.

Al’Assemblea regionale siciliana (Ars) non sono mancati momenti di tensione. In particolare, è scoppiata una bagarre sul tema della riscrittura dell’articolo 10, concernente funzioni e compiti dei Liberi consorzi e delle città metropolitane. Annunciato da parte della Presidenza il ritiro dell’emendamento di riscrittura, il presidente della commissione Affari istituzionali Antonello Cracolici ha sottolineato l’urgenza di definire contestualmente funzioni e obiettivi dei nuovi enti di “aria vasta”.

A quel punto, il presidente Giovanni Ardizzone ha sospeso i lavori, convocando la conferenza dei capigruppo. Sembrava che si fosse trovata un’intesa, invece al ritorno in aula la commissione ha proposto un subemendamento che ripeteva a grandi linee le indicazioni dell’emendamento del governo, facendo irritare le opposizioni. Il capogruppo Fm-Li, Santi Formica ha chiesto il rinvio della seduta e ha strappato platealmente il subemendamento. Ardizzone ha risposto riconvocando la conferenza, ma Nello Musumeci del centrodestra ha fatto sapere che l’opposizione avrebbe disertato la riunione e la sua lista ha persino minacciato di occupare Sala d’Ercole. L’accusa alla maggioranza è di non aver rispettato i patti e di voler approvare una ‘legge cornice’ senza rendere ben chiare le funzioni di consorzi e città metropolitane.

Dopo un duro faccia a faccia tra Ardizzone e Cracolici, il presidente ha rinviato la seduta a domani alle 11, riservandosi di giudicare l’ammissibilità del sub-emendamento. Tra domani e la prossima settimana si dovrebbe arrivare all’approvazione.

© Riproduzione Riservata

Commenti