Tosi fa rumore

“Un profondo rinnovamento della politica, una nuova classe dirigente concreta e pragmatica capace di superare le contrapposizioni ideologiche”: questo il primo obiettivo, propedeutico a tutti gli altri e impermeabile ad ogni compromesso di Flavio Tosi, giovane sindaco veronese al suo secondo mandato iniziato nel maggio 2012.
Assessore alla sanità dal 2005 al 2007 (record assoluto di preferenze pari tra tutti i candidati pari a 28000) ha mostrato subito – alla guida della città scaligera – idee chiare e fermezza e il coraggio e la forza di crederci.
E’ qualche tempo che gira l’Italia per diffondere il suo progetto “Ricostruiamo il paese” ed è partito, innanzitutto, dal sud: l’abbiamo incontrato in Calabria appena reduce da tre tappe siciliane a riprova della fortissima attenzione che la città di Verona rivolge verso il meridione. “Nessuna contrapposizione nord–sud, anacronistico quanto mai anche solo parlarne, la regione Veneto e la città di Verona sono, da sempre, terra d’immigrazione e di accoglienza, di integrazione vera” sottolinea Tosi che non nega come, oggi, l’esigenza profonda del paese sia quella del cambiamento.

“Per cambiare bisogna crederci e la Fondazione “Ricostruiamo il paese” è il nostro strumento per far conoscere a tutti gli italiani la nostra idea del cambiamento, è un progetto a cui tutti possono aderire, che si sostiene con le sole proprie forze e sono convinto che proprio questo sarà la sua forza principale.”
Oleare i meccanismi burocratici e snellire i rapporti tra i diversi livelli della pubblica amministrazione è l’obiettivo del sindaco veronese che nasce dalla messa a fuoco del problema che non è stata e non è pura propaganda elettorale: è per questo che Verona, oggi, vanta il termine più contenuto previsto per il rilascio del permesso a costruire di circa 72 giorni.
Disseppellire il paese dalle maglie strette della burocrazia, l’impellenza di agire sul debito e sulla spesa pubblica a mezzo della riduzione della pressione fiscale, rilanciare l’economia lasciando più spazio alle famiglie per favorire i consumi e la crescita: è possibile sintetizzare così il programma Tosi ma, forse, riduttivo.

La determinazione, la voglia autentica di contribuire alla svolta necessaria al paese, la reale messa a disposizione personale a raccogliere l’istanza che proviene dal basso e che è quella del cambiamento, un cambiamento forte e deciso, capace di narcotizzare i meccanismi squallidi del vecchio modo di fare politica: tutto questo è Tosi, lo è di persona, lo è nelle sue parole, lo è nei fatti e lo è nel suo programma di ricostruzione di questa Italia distrutta.
Un po’ come se avesse subito un’altra guerra.
Ecco perchè Tosi fa rumore. Sempre più rumore.
Eppure basterebbe trascorrere qualche giorno a Verona, oggi, per capire un pochino.
Senza pregiudizi o, se si preferisce, sospendendo i giudizi.

Parliamo di sanità: Verona si conferma punto di riferimento mondiale per la ricerca e la diagnosi del tumore del pancreas e, in generale, il policlinico G.B. Rossi è il primo centro italiano multidisciplinare dedicato alla diagnosi, alla cura e alla ricerca nel campo delle malattie pancreatiche.
Insieme alle 32 sale operatorie dell’altro ospedale Borgo Trento e al polo universitario di Padova possiamo dire che a Verona e nel Veneto la sanità non teme paragoni e, qui, si può dire che si è dichiarata la tolleranza zero all’inefficienza.
Creare nuova occupazione, favorire i grandi investimenti infrastrutturali e le opere pubbliche, l’inserimento del quoziente familiare, la garanzia vera di un sistema pensionistico equo e sostenibile nel futuro e una giustizia che renda concreta la certezza della pena e riduca i tempi processuali sono, ancora, altri punti fondamentali del programma.
“Il Paese ha bisogno di coraggio, di forza, di crederci. Noi abbiamo il dovere di provarci” tuona Tosi.
E noi ci siamo dati appuntamento alla prossima tappa.

© Riproduzione Riservata

Commenti