Ucraina Vladimir Putin chiede al Senato di inviare truppe in Crimea

La situazione in Crimea è degenerata talmente tanto che poco fa si sono chiaramente uditi colpi di arma da fuoco. Il Presidente Russo Putin, già ieri aveva inviato sul posto 2000 uomini degli “Spetsnaz”, paracadutisti e reparti scelti dell’esercito, oltre ad un consistente numero di blindati e carri armati. A questi oggi si sono aggiunti circa 6000 uomini, il tutto a difesa degli interessi Russi nell’area, di evidente importanza per la Confederazione, data la presenza in zona, della flotta sovietica alla fonda. Il Presidente USA Obama, minaccia ripercussioni, anche se è molto difficile immaginare un intervento militare americano nell’area e le ritorsioni di tipo economico e commerciale difficilmente riusciranno a far cambiare idea all’uomo del Cremlino.

Obama ha dichiarato: “L’intervento militare avrebbe un costo”! Di pochi minuti fa la secca replica dell’ex numero uno del KGB: “Via all’intervento armato”! Appare evidente che l’area è di rilevanza strategico-militare per Mosca e quindi appare chiaro che difficilmente l’uomo più potente della Terra rinuncerà ad esercitare la propria influenza, anche militare, nell’area. Duro anche il monito proveniente dall’Europa, anche se ormai l’intervento armato in Crimea e probabilmente in tutta l’Ucraina appare scontato. La fuga dell’ex Presidente Viktor Yanukovych e il mancato riconoscimento da parte di Mosca dell’attuale governo, insediatosi grazie ad un colpo di Stato, complica le cose.

Durissimo a riguardo l’intervento del Presidente Putin alla DUMA poco fa: “Difenderemo la Crimea con ogni mezzo e ad ogni costo”. La Camera Alta del Parlamento ha autorizzato un uso illimitato di uomini e mezzi: Putin ha praticamente “carta bianca”! La Crimea è una regione strategicamente fondamentale per la Russia, perché, oltre ad essere a maggioranza Russa, vi ha sede il 70% della Flotta Russa sul Mar Nero, che tra le altre cose controlla le “pipelines” nella regione che trasportano gas in Occidente e che risultano essere fondamentali per l’economia di Mosca e conseguentemente difficilmente si lascerà sfuggire l’egemonia e il “controllo dell’area”.Il Presidente Russo ha tra l’altro, qualche minuto addietro, chiesto all’Ambasciatore negli Stati Uniti di rientrare.

Ci auguriamo solo che la situazione non precipiti,trascinando il Paese in una guerra civile, il cui esito appare allo stato attuale delle cose avere esiti imprevedibili.

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