Catania, nasce il distretto Sud-Est Sicilia. La firma alla presenza di Giorgio Napolitano

CATANIA – Risollevare un’area che conta l’80 per cento del Pil siciliano attraverso finanziamenti diretti della Comunità europea. E’ la base sulla quale è nato il distretto Sud-Est Sicilia, alla cui presentazione ufficiale, svoltasi a Catania, ha presenziato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha spiegato il ruolo centrale nel progetto del comune da lui amministrato: “Questa città metropolitana é il perno naturale di un distretto, quello del Sud est della Sicilia, che é potenzialmente la locomotiva dello sviluppo dell’Isola. Quest’area comprende le tre province di Ragusa, Siracusa e Catania”. Per far rinascere il territorio, secondo il primo cittadino, occorre “puntare sulla pianificazione urbanistica, del traffico, del trasporto locale, della rete dei servizi, con una visione unitaria, attenuando gli sprechi e migliorando i servizi”.

Il distretto Sud-Est Sicilia nasce sulla scia della linea proposta dall’Unione europea di finanziare direttamente grandi aree omogenee i cui abitanti oscillino fra un milione e due milioni. Si tratta di una novità assoluta per il Sud: “Siamo tra le prime province italiane, le prime del Mezzogiorno – ha sottolineato con orgoglio il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo – a sperimentare questa forma di sinergia virtuosaSinergia che permetterà anche di evitare concorrenze e sovrapposizioni di iniziative.

Il Comune di Catania, in una nota, ha già preannunciato alcuni degli obiettivi del neonato distretto: la realizzazione di una strada per raggiungere l’Etna, il potenziamento dell’aeroporto di Catania con l’allungamento della pista di atterraggio e decollo per agevolare i nuovi superaerei a pieno carico e la definizione di un unico sistema portuale con i porti interessati specializzati in base alle rispettive vocazioni.

Il presidente Napolitano ha fatto un plauso all’iniziativa: “E’ una prova di capacità di innovazione senza la quale non c’è politica nazionale che possa risolvere i problemi del Mezzogiorno”. Poi ha lanciato un appello: “Non si chieda solo attenzione alle istituzioni nazionali ma si dimostri capacità di iniziativa, ricerca e innovazione per il futuro”.

© Riproduzione Riservata

Commenti