Province. Cga:

PALERMO – La giunta Crocetta prende una “legnata” dietro l’altra: l’ennesima è particolarmente pesante, data anche l’autorevolezza della provenienza. Il CGA (Consiglio di Giustizia Amministrativa) ha dichiarato illegittima la nomina dei Commissari Straordinari delle Province, successivi alla data del 31/12/2013.

Il CGA in particolar modo evidenzia che “il loro incarico, qualora la relativa nomina risalga a un’epoca precedente la data del 31 dicembre 2013, conserva efficacia, fino alla costituzione dei Liberi Consorzi comunali, in sostituzione delle Province regionali e ciò implica che il disegno di legge regionale divenga legge, entri in vigore e consenta, attraverso opportune norme transitorie, l’immediata operatività dei Liberi Consorzi comunali, in luogo delle sopprimende Province regionali”.

Il CGA quindi detta le regole. Per l’Unione Regionale delle Province Siciliane “Il percorso di riforma dell’ente intermedio siciliano si fa sempre più irto di ostacoli”. Dopo l’infelice esordio del procedimento legislativo all’ARS, un’altra pesante tegola sull’operato della giunta Crocetta arriva dal CGA, interpellato, ironia della sorte, dall’Assessore Regionale alle Autonomie Locali.

La sopravvivenza dei Commissari nominati prima del 31 dicembre 2013, in assenza di una nuova norma, termina il 30 giugno 2014, allorquando saranno ricostituiti per via elettorale gli organi provinciali il cui rinnovo è stato nel frattempo sospeso. La Regione Siciliana – dice il CGA – non, invero, potrà astenersi dal rispettare il combinato disposto degli art. 8 del D.P. Reg. N. 3/1960 e 169 della L.R.  N. 16/1963 e, quindi, dovrà emanare il decreto dell’Assessore in tempo utile affinché gli organi provinciali siano ricostituiti in via elettorale entro il termine finale del 30 giugno 2014.

Per questo la “tranquillità” espressa a riguardo del presidente Crocetta ci lascia per lo meno sconcertati: “Nel caso d’Ingroia la nomina è sicuramente – legittimissima – perché il Commissario della Provincia di Trapani si era dimesso e andava sostituito. Se c’è un problema di questo tipo, lo guarderò e non avremo difficoltà ad allinearci. Ma la proroga di questi Commissari sono legittime“.

Resta il fatto che in aula la maggioranza è andata sotto ben cinque volte durante la trattazione di questa riforma ed il percorso resta molto accidentato: l’abolizione delle Province era il “fiore all’occhiello” delle “innovazioni” del Governatore, spesso sbandierate durante i suoi “Giletti-show”, nei salotti televisivi romani, ma di fatto “Arena…tesi”, come il resto delle “sue visioni”, nei meandri di Palazzo dei Normanni.

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