Infedeltà: italiani e francesi campioni europei

Lo scandalo Holland Gayet è stata fonte di ispirazione per più di un sondaggio. L’ultimo studio Ifop sull’infedeltà condotto per il sito di incontri Gleeden è stato realizzato tra il 7 e il 13 gennaio su un campione di 4800 europei di più di 18 anni in Germania, Spagna, Italia, Belgio, Regno Unito e Francia.

I risultati? Italiani e francesi sono i più infedeli in Europa.
Per quanto riguarda gli uomini, gli italiani occupano il secondo posto con il 44% di “traditori”, accanto ai francesi a cui spetta il trono di campioni di infedeltà. Infatti, più di un francese su due, ovvero il 55% ha ammesso di essere stato infedele. Il terzo posto spetta alla Germania con  il 43%.

Tra le donne, sono le tedesche che salgono sul gradino più alto del podio con il 43% che ha ammesso il tradimento. In Italia, sono state più sagge e “solo” il 34% ha ammesso di essere stato infedele. Al terzo posto le francesi con il 32%.

Il podio di aspiranti infedeli spetta ancora ai francesi: il 35% dichiara di poter essere infedele in futuro, purché sicuro che la compagna o il compagno non venga mai a scoprirlo. Gli italiani in questi senso sono più “giudiziosi” coi il il 28%, contro il 31% dei tedeschi e degli spagnoli, il 30% dei belgi, e il 25% dei britannici.

Parigi, rispetto ad altre altre città francesi, si è aggiudicata la medaglia d’oro dell’inganno. La capitale francese risulta essere il luogo ideale per l’adulterio, non solo per i suoi abitanti, ma anche per i tanti turisti europei che la scelgono per consumare il loro amore proibito. “Durante un viaggio di lavoro è più facile tradire e Parigi ha il fascino e l’atmosfera che renderebbe le cose più facili”, spiega Nadine Cattan, direttore al CNRS.

La Cattan ammette che in assenza di sufficienti  studi sul tema è difficile spiegare le vere cause. Comunque “lo studio tende a confermare gli stereotipi sul maschio latino particolarmente infedele” – come dichiara François Kraus, responsabile dello studio presso l’SFOP – “e alla fine, Hollande e Berlusconi, conosciuti su questo piano a livello internazionale, rappresentano piuttosto bene le loro rispettive nazioni”, conclude.

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