PlayStation Now, il futuro del gaming in streaming

Quando nell’estate 2012, precisamente il 2 luglio, Sony Computer Entertainment annunciò di aver trovato un accordo per l’acquisizione di Gaikai, alla cifra di $380 milioni di dollari, apparve chiaro come le intenzioni di Sony fossero quelle di puntare sul proprio servizio di cloud gaming. Ma è meglio mettere prima un po’ d’ordine. Infatti per chi non lo sapesse, Gaikai è un servizio cloud-based, ovvero un insieme di tecnologie che forniscono servizi, ma tali servizi sono offerti da un provider, che si occupa di offrirli/elaborarli attraverso l’utilizzo hardware/software, virtualizzato però in rete, come la più comune delle architetture client-server. In parole meno tecniche, il tutto viene elaborato online, e sempre attraverso la rete viene mandato al client (ovvero il cliente). Difatti adesso capirete bene, come l’obiettivo di Sony (nello specifico la divisione SCE) sia stato chiaro fin da subito, lasciando spazio a pochi dubbi da quell’acquisizione.

A distanza di due anni da quell’evento, Sony in occasione del CES 2014 (Consumer Electronics Show), tenutosi dal 6-9 gennaio, decide di mostrare i frutti scaturiti da quell’accordo, che prende il nome di Playstation Now, ovvero il proprio servizio basato sulla tecnologia cloud di Gaikai, mostrandone le caratteristiche, e annunciandone la beta Americana per fine gennaio.

Ad oggi, la beta è nella fase calda di testing, rilasciata solo in America con prevista uscita ufficiale nell’estate 2014 (sempre per il loro territorio). Il servizio sta suscitando parecchie perplessità, non tanto da un punto di vista funzionale, ma per quanto riguarda il futuro rilascio nel vecchio continente, che per ora trova indicato un generico 2015 come data di beta, e ovviamente essendo a conoscenza delle linee internet nel nostro Paese, capite bene come la situazione non sia delle più idilliache. Ma che cos’è Playstation Now? Cosa permette di fare, differentemente da una normale console da salotto?
Playstation Now viene presentato come un servizio, dove pagando un abbonamento, verrà garantito l’accesso ad una grossa libreria di titoli, che includeranno i giochi usciti su Playstation 3, Playstation 2 e anche i “classici” giochi della prima console Sony, la PsOne. La peculiarità di questo servizio, è proprio quella che la libreria di giochi, non sarà disponibile solo su Playstation 4, Playstation 3 e Playstation Vita, ma sarà estesa anche agli smartphone e  tablet Sony, inizialmente, e non-Sony più avanti, per poi passare ai televisori della linea BRAVIA 2014, almeno per il momento. La grande potenza di Gaikai, fa sì che non occorra un hardware performante che elabori il gioco, perché il procedimento viene effettuato da un server posizionato chissà dove, e “stremmato” (mandato) nel nostro dispositivo, che funge semplicemente da ricevitore.

Quindi l’obiettivo di Sony è quello di estendere il proprio concetto di giocare, non rilegandolo più ad un semplice “aggeggio” da salotto che va cambiato ogni 7-8 anni, ma portare questa esperienza, questo ambiente ludico, ad un livello superiore, un livello che vedrà finalmente, o meglio non vedrà, l’esigenza di cambiare hardware ogni tot di anni, in quanto l’elaborazione avverrà altrove. Ma soprattutto, questa mossa di rendere Playstation Now disponibile su più piattaforme possibili, fa si che si abbia un ampliamento dell’utenza non indifferente, eliminando determinati confini, che in passato sarebbe stato difficile immaginare.
Sony quindi attraverso un account unico Sony Entertainment Network, permetterà agli utenti di “affittare” questi contenuti, acquistarli definitivamente, o appunto usufruire di una determinata tipologia di abbonamento, e i loro salvataggi saranno anch’essi conservati nel cloud. I meccanismi di tutta questa operazione: prezzi, uscita, funzionamento, rimangono ancora avvolti in un alone di mistero, che probabilmente sarà chiarito nei mesi a venire.

Ma ora si passa alla parte dolente del servizio, ovvero: è da noi? Beh, come detto inizialmente il servizio è in fase di test in America, e il suo rilascio è stato fissato per l’estate 2014. Per l’Europa c’è quel generico 2015, ma non è ben chiaro se si riferisca all’intero continente o solo ad alcune Nazioni, più probabile quest’ultima ipotesi.
Playstation Now per funzionare in maniera corretta, ovvero che non restituisca problemi grafici “importanti” o problemi di latenza tra l’input del comando e l’output su schermo, richiede una connessione di almeno 5Mbps. Una richiesta che appare abbordabile anche per un Paese disagiato come il nostro, sotto il punto di vista delle infrastrutture, ma che in realtà non è poi così tanto accessibile come si pensa. Infatti, se è vero che al Nord da questo punto di vista se la passano sicuramente meglio con linee 20Mega o addirittura Fibra (esperienza personale), tutt’altra è la situazione al Sud, dove la semplice linea 20Mega, come ad esempio a Taormina, è pura utopia, dove invece passa una semplice linea 7Mega, che poi effettivamente va a 3Mega.

Dunque per l’Italia, mi sento di dire che il servizio non vedrà la luce prima della fine del 2015, e anche se arrivasse prima, di sicuro non sarebbe accessibile da tutti.
Si spera comunque che da quest’anno la situazioni migliori, anche se non ci sono segnali per essere ottimisti. Internet è uno strumento essenziale ed è assurdo che le persone stiano ancora a domandarsi se la loro linea è una 56k o una ADSL.

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