Senato, il discorso di Renzi prima del voto:

E’ durato 68 minuti il discorso di Matteo Renzi al Senato. E si è concluso così: “Questo è il tempo del coraggio, che non esclude nessuno e non lascia alibi a nessuno“. Debiti della pubblica amministrazione, fondi per le piccole imprese e riduzione del cuneo fiscale: queste le tre priorità per il neo premier incaricato.

Dopo la sua prima notte a Palazzo Chigi, Renzi ha illustrato il suo programma ai senatori, parlando – in controtendenza rispetto ai suoi ultimi predecessori – quasi totalmente a braccio, con un intervento che ha ricordato alcuni di quelli pronunciati da primo cittadino. Accento posto in modo particolare su scuola, riforme e imposte. Il discorso è stato segnato da due momenti di tensione, con le contestazioni da parte del MoVimento 5 Stelle, alle quali l’ex sindaco di Firenze ha risposto con ironia, ricordando ai pentastellati pagine nere come quella delle elezioni sarde.

Renzi ha promesso un intervento straordinario per la scuola, anche grazie a “un allentamento del patto di stabilità”, nonché “lo sblocco totale dei crediti delle aziende verso la pubblica amministrazione”, attraverso la Cassa depositi e prestiti, e “lo sblocco del credito per le piccole e media imprese, che soffrono del credit crunch, sempre con l’intervento della Cdp”. Altro obiettivo per l’immediato, la riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, non solo mediante la revisione della spesa. I primi effetti saranno visibili già nel secondo semestre 2014, è la promessa del segretario del Partito democratico.

Sul fronte giustizia, previsto “entro giugno” un pacchetto complessivo di riforma, che tocchi diritto amministrativo, civile e penale. Un messaggio anche in chiave Europa, con il proposito di arrivare al semestre di presidenza con i “compiti” (riforme e incentivi all’economia) già fatti e di non usare quel periodo solo “per fare nomine”. Renzi non ha mancato di ironizzare sull’instabilità politica recente.”Vorrei essere l’ultimo presidente del Consiglio che si trova su questi banchi a chiedere la fiducia”, ha detto. Ha quindi aggiunto: “Se questa sfida la perderemo, la colpa sarà mia”.

Il programma del resto della giornata prevede gli interventi dei parlamentari, la replica di Renzi e infine il voto di fiducia, con la prima chiama individuale a partire dalle 22. Domani il voto alla Camera.

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