Per Renzi al Senato una

Il Presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi, stamane si è recato al Quirinale per il giuramento del neo ministro dell’Economia Padoan, appena giunto da Sydney. Successivamente si è diretto a Palazzo Madama a chiedere la fiducia per il suo Governo. Un’ora e dieci di discorso, letteralmente a braccio, che francamente non ha “entusiasmato” i Senatori: un vero e proprio “salto generazionale”, dato che come ha ricordato lo stesso Renzi: “Io qui non ci potrei stare”! Già l’anagrafe, non aiuta certo il Segretario-Premier e la situazione si aggrava nel momento in cui il discorso cade sull’abolizione/riduzione di funzioni del Senato: come chiedere ai tacchini di anticipare il Natale…!

Le parole di Renzi non hanno “sollecitato” la platea “alla clac”: Renzi è stato applaudito 15 volte in poco più di un ora, per giunta su temi molto “scontati e popolari”, quali ad esempio la necessità della liberazione dei due Marò, trattenuti da ormai due anni, in maniera del tutto illegittima, in India. Chiaramente le opinioni si dividono tra maggioranza e opposizione, anche se non in maniera univoca e con molti distinguo, ma tutti sono concordi sul fatto che il discorso fatto da Matteo Renzi fosse molto carente in particolar modo per ciò che concerne la parte programmatica del futuro Governo. Il discorso del Presidente del Consiglio e la postura (con una mano in tasca), sono apparsi a molti essere un atteggiamento “arrogante e poco rispettoso” nei confronti dell’istituzione in cui avveniva: da Sindaco a degli scolaretti e non da Premier al Senato della Repubblica.

Molti hanno evidenziato “l’horror vacui” che aleggia alle spalle di Renzi: una squadra di governo raffazzonata in poco tempo e parzialmente imposta dai “poteri forti”, in primis Quirinale e Bruxelles. Molti hanno voluto definire e non a caso, questo Governo “Napolitano Ter” piuttosto che “Renzi I”. Probabilmente dati i risultati che si andranno a conseguire, tanto valeva lasciare Enrico Letta al suo posto.

Il discorso di Renzi sembrava piuttosto orientato ai suoi elettori e agli ascoltatori radiotelevisivi che non ai Senatori: quasi un comizio da campagna elettorale e non da insediamento governativo. Molti hanno addirittura intravisto una similitudine politica con Berlusconi: tuttavia secondo noi le differenze restano abissali, dato che Berlusconi fa di “tutto pur di piacere a tutti”! Mi ricordo uno dei suoi famosi discorsi quando esordì: “pur di piacere, mi faccio concavo e convesso…”! Renzi non sente assolutamente questa esigenza e anzi ama sfidare ed essere in antitesi con il sistema che lui vorrebbe “velocemente cambiare”: ma la domanda che tutti ci poniamo è se riuscirà a cambiare il “sistema dei Palazzi del Potere Romano”, che sino ad adesso “ha divorato” i Governi che si sono succeduti in tutti questi anni…? Se non altro se ne assume la totale responsabilità: “Se perdo è colpa mia”! Si tratta forse di un “nuovo contratto con gli Italiani”…?

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