Ucraina Ue e Usa minacciano sanzioni missione europea a Kiev

Dopo una nottata di incontri fra governo ucraino, opposizione, ministri degli Esteri Ue e Russia, è arrivato l’annuncio del presidente Viktor Yanukovich: “Trovato un accordo”.

Se lo stesso capo dello Stato aveva annunciato una tregua, da questa mattina le cose sembrano invece non essere cambiate. A Kiev – riferiscono fonti giornalistiche e Amnesty International – piazza Indipendenza è ancora piena e pare che dei cecchini appartenenti alle forze dell’ordine stiano sparando sui manifestanti. Il ministero dell’Interno ucraino ha accusato i dissidenti di aver aperto il fuoco contro la polizia per raggiungere il Parlamento. Secondo i volontari medici il bilancio di sangue degli ultimi giorni è di 100 morti, 67 a detta del governo ucraino.

In base all’accordo l’Ucraina dovrebbe avviarsi verso le elezioni anticipate, la riforma della Costituzione e un nuovo governo di coalizione. Sempre più in calo il consenso di Yanukovich. Il tenente generale Dumanski si è dimesso perchè contrario alle repressioni anti manifestanti e degli agenti sono arrivati dalla regione di Leopoli per schierarsi con la folla.

A Bruxelles i ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno affrontato il tema delle sanzioni da applicare nei confronti dell’Ucraina. Si è deciso finora per il blocco della concessione dei visti e delle licenze di “export” per “materiali per la repressione” dall’Ue all’Ucraina e per il congelamento degli asset finanziari e dei beni dei responsabili delle violenze. Previste anche misure come l’alleggerimento dei visti per dissidenti malati o feriti e l’accentuazione sugli aiuti umanitari e l’assistenza medica.

In un comunicato di ieri della Casa Bianca si legge: “Il presidente ucraino deve ritirare immediatamente le sue forze di sicurezza e rispettare il diritto a una pacifica protesta”. Ma Barack Obama cerca di mantenere un cauto ottimismo: “Non è il revival della guerra fredda”. Da Mosca, invece, arriva un monito: “L’Ucraina non può diventare un burattino dell’Occidente”. Putin ha inviato un emissario nel Paese su richiesta di Yanukovich; mentre i ministri degli Esteri francese, tedesco e polacco sono rimasti a Kiev per osservare da vicino l’evolversi della situazione.

Anche l’agenzia di rating Standard&Poor’s ha tratto le dovute conseguenze dai fatti di Kiev. E ha abbassato la valutazione sul rendimento del tasso di lungo termine dell’Ucraina, convinta che la crisi politica che infuria metta in dubbio la capacità del governo di onorare i debiti nonchè l’aiuto finanziario russo. Ormai molto probabile il default ucraino.

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