Governo, attesa per programma e squadra. Alfano: 'No a nuove tasse'

La strada verso il nuovo governo segue oggi due binari. Da un lato, quello di un Matteo Renzi impegnato a redigere la lista dei ministri e il programma al Nazareno; dall’altro, quello di un Graziano Delrio alle prese con il vertice di maggioranza presso il Ministero per gli Affari regionali. E intanto, dalle dichiarazioni di Angelino Alfano (Ncd), ecco un “veto” sull’Economia e sulla Giustizia: “No a un ministro affezionato alle tasse e no a un giustizialista”.

Questi i principali ingredienti di una giornata di transizione in attesa della presentazione della squadra di governo e del voto di fiducia (fissato in Senato per lunedì 24 alle 14). Dopo le illuminanti consultazioni di ieri, dalla disponibilità di Silvio Berlusconi alla chiusura di Beppe Grillo, e la conferma dei no di Lega e Sel, si scoprono oggi nuove carte.

Come quella di Alfano, che ha avvertito che il suo partito non appoggerà un governo con un ministro del Tesoro pro tasse e un Guardasigilli giustizialista. Confermato il no alla tassa patrimoniale e la richiesta di meno tasse su famiglie, imprese e lavoratori. Fermezza anche sul tema riforme: “Per realizzare quella costituzionale e rendere credibile l’abolizione del Senato sarà indispensabile approvare una norma che attribuisca alla legge elettorale una sua immediata applicabilità. Altrimenti approviamo la legge per andare al voto e facciamo finta di fare le riforme”.

Graziano Delrio – a margine della riunione collegiale dei gruppi parlamentari aperti al nuovo governo – si è espresso così sul tema delle alleanze: “Non c’è nessuna trattativa in corso, con Ncd troveremo una sintesi”. E poi ha aggiunto: “Non ci sono doppie maggioranze. Le riforme le facciamo con tutti”, chiarendo che il premier incaricato è sereno. Al ministero delle Regioni non sono intervenuti nè Matteo Renzi nè gli altri segretari di partito.

Sul blog di Grillo è apparso un articolo sarcastico verso i quattro senatori che hanno criticato il suo atteggiamento di ieri verso Renzi. “Quattro parlamentari manifestano perplessità circa il metodo usato da Grillo nel corso del confronto in streaming con un certo Renzi. Chi sono questi? Quanto consenso hanno portato tutti insieme?”, c’è scritto nel post. Partito nel frattempo sul sito anche un nuovo sondaggio sulla legge elettorale somministrato all’elettorato del MoVimento 5 Stelle.

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