TotoMinistri Governo Renzi

Sale l’attesa per conoscere i nomi dei membri del futuro governo Renzi. In questi giorni ne sono circolati tanti: alcuni quasi certi, altri probabili, altri ancora “fantascientifici”.

Molti dei soggetti chiamati in causa hanno già detto no al neo incaricato premier. E’ il caso di Romano Prodi, citato per l’Economia; Andrea Guerra (Luxottica), per lo Sviluppo economico; Oscar Farinetti (Eataly) per l’Agricoltura e lo scrittore Alessandro Baricco per la Cultura.

Veniamo invece ai nomi ancora papabili. Per il Ministero del Tesoro ha buone possibilità l’economista Lorenzo Bini Smaghi, meno probabile un incarico per Fabrizio Barca. In calo anche le quotazioni di Lucrezia Reichlin (ex Bce). Dati per possibili ministri anche l’ex rettore della Bocconi, Guido Tabellini, l’ex segretario Ds Piero Fassino, attuale sindaco di Torino, e Piercarlo Padoan, ex capo economista Ocse, ora al vertice dell’Istat. Piuttosto irreale l’ipotesi Enrico Letta, caldeggiata dal Colle ma non dallo stesso e da Renzi. Per la poltrona si è parlato anche del già presidente del Consiglio Mario Monti e di Benedetto della Vedova, capogruppo al Senato di Scelta Civica.

Per il Ministero del Lavoro sembrano in pole position l’economista Tito Boeri e il già segretario Cgil e Pd Guglielmo Epifani. E ancora Cesare Damiano, a capo dello stesso dicastero sotto Prodi, il giuslavorista Pietro Ichino e la deputata Marianna Madia. Per lo Sviluppo economico è visto in vantaggio Mauro Moretti, amministratore delegato Trenitalia; filtrati anche i nomi di Franco Bernabè, ex ad Telecom e di Luca Cordero di Montezemolo (poco probabile).

Alla Giustizia hanno buone possibilità di andare il giudice Mario Barbuto, il professor Andrea Proto Pisani, il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro e quello della Corte d’Appello di Torino, Mario Barbuto nonchè l’avvocato Guido Calvi. Usciti anche i nomi dei già Guardasigilli Giovanni Maria Flick e Paola Severino. Date in calo, invece, le quotazioni del vice presidente del Csm, Michele Vietti.

Nel caso in cui non venisse confermato Angelino Alfano, ministro dell’Interno potrebbe diventare Dario Franceschini. In lista anche Graziano Delrio, ex ministro per gli Affari regionali e lo Sport. Il Ministero degli Esteri potrebbe restare nelle mani di Emma Bonino. Circolati, in alternativa, i nomi del montiano Andrea Romano e del già vice con Letta Lapo Pistilli. Per la Difesa – se non viene confermato Mario Mauro – si parla di Federica Mogherini, responsabile per l’Europa nella segreteria Pd e l’ora sottosegretario Roberta Pinotti. E ancora, Arturo Parisi ed Emanuele Fiano. Alla Cultura potrebbero andare Maria Elena Boschi (citata anche per le Riforme), lo sfidante di Renzi alle primarie Pd, Gianni Cuperlo e il deputato Matteo Orfini.

Ai Rapporti con il Parlamento Renzi vedrebbe bene il portavoce Pd Lorenzo Guerini e all’Agricoltura il suo adepto Ernesto Carbone. Invece per l’Istruzione sono in corsa il segretario di Scelta Civica, Stefania Giannini e la collega di partito Irene Tinagli e per gli Affari regionali il segretario Psi, Riccardo Nencini.

Fra le possibili conferme, oltre ad Alfano e Bonino, Andrea Orlando all’Ambiente, Maurizio Lupi ai Trasporti (dove sono date chance anche ai due sindaci di Bari e Salerno, Michele Emiliano e Vincenzo De Luca), Beatrice Lorenzin alla Salute ed Enzo Moavero alle Politiche comunitarie (eventuale sostituto Renzo Gozi, Pd).

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